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«Le donne ai vertici? Le prendo solo dopo i 40 anni: hanno già fatto figli o sono separate». Scoppia la polemica sull’imprenditrice Elisabetta Franchi – Il video

L’imprenditrice bolognese ha spiegato quali criteri usa per scegliere i suoi collaboratori nelle posizioni più alte, decidendo di escludere le donne sotto i 40 anni perché potrebbero assentarsi per troppo tempo dal lavoro

Scoppia la polemica sui social contro le dichiarazioni dell’imprenditrice Elisabetta Franchi, titolare dell’omonima etichetta della moda che nel suo intervento a un evento organizzato da Il Foglio e Pwc, riprese in un video diffuso su Twitter da Stefano Guerrera, ha spiegato di preferire donne con oltre 40 anni quando deve assumere qualcuno in posizioni di vertice. Secondo Franchi, è il solo modo per evitare in sostanza danni economici, perché a quell’età le donne: «sono già sposate, hanno già avuto figlie o si sono già separate». Il video dell’intervento è stato anche condiviso sul profilo Instagram della casa di moda, dove si legge: «Il mondo della moda non è tutto lustrini e paillettes. È un mondo molto duro, fatto di sacrifici, rinunce, ma anche soddisfazioni. Per questo, come dico sempre, non smettete mai di crederci!».


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L’intervento di Elisabetta Franchi

«Parlo dalla parte dell’imprenditore – dice Franchi – quando metti una donna in una carica importante, se è molto importante, non ti puoi permettere di non vederla arrivare per due anni perché quella posizione è scoperta. E un imprenditore investe tempo, energia e denaro. Se viene a mancare è un problema. E quindi anch’io da imprenditore spesso ho puntato su uomini perché….». L’intervistatrice prova concludere il ragionamento dell’imprenditrice: «Perché non vengono aiutate….». Franchi continua: «Io oggi le donne le ho messe perché sono “anta”, questo va detto: comunque ancora ragazze, ma cresciute. Se dovevano sposarsi lo hanno già fatto, se dovevano avere figli, li hanno già fatti, se dovevano separarsi, hanno fatto anche quello… per cui io le prendo che hanno fatto tutti e quattro i giri di boa. Sono lì belle tranquille che lavorano con me affianco h24, questo è importante. Cosa che invece gli uomini non hanno. Io che sono una donna emiliana ed emancipata credo che noi donne siamo un dovere, che è quello nel nostro Dna, che non dobbiamo neanche rinnegarlo: i figli li facciamo noi, incinto ancora… no, e comunque il camino in casa lo accendiamo noi. È una grande responsabilità».

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