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In Ucraina la propaganda nazista è vietata dal 2015

La Russia accusa l’Ucraina di essere nazista e rivendica di volerla “denazificare”, ma non dice che nel paese esiste da sette anni una legge che ha messo fuorilegge le organizzazioni politiche naziste

L’invasione russa in Ucraina, ordinata da Vladimir Putin, basa la sua propaganda sulla “denazificazione” del Paese, ma c’è una realtà che andrebbe raccontata. «A Kiev prevale un’isteria anticomunista», riporta un articolo del Guardian del 18 dicembre 2015 ripreso da siti come Peacelink. «Dopo aver bandito i simboli sovietici all’inizio di quest’anno», continua l’articolo, «un tribunale ha ora messo fuori legge il Partito Comunista Ucraino, impedendogli di organizzare e prendere parte alle elezioni». Anche Amnesty International aveva criticato questa scelta, parlando di un opera di “decomunizzazione” da parte del Governo ucraino. Dietro questa vicenda, però, c’è una legge che va oltre il comunismo e che prende di mira anche il nazionalsocialismo (il nazismo).


Di questa legge si parla nell’estate del 2015, ad esempio in un articolo de Il Sole 24 Ore dal titolo «L’Ucraina mette fuori legge il partito comunista». Bisogna andare a leggere il terzo paragrafo per scoprire il titolo della nuova norma: «Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazionalsocialista in Ucraina e il divieto di propaganda dei loro simboli». Manca una parentesi, presente nel sito della Rada ucraina nella sezione dedicata alla legge del 2015: «Sulla condanna dei regimi totalitari comunisti e nazionalsocialisti (nazisti) in Ucraina e sul divieto di propaganda dei loro simboli». Esatto! Una legge che vieta il nazismo in Ucraina.


A livello internazionale, la Commissione di Venezia (Consiglio d’Europa) dichiarò la legge legittima, seppur contestando un campo di azione ritenuto troppo vasto, definendola «un ostacolo alla libertà di espressione che impedisce ai partiti politici di partecipare alle elezioni». La legge venne osteggiata anche in Ucraina e sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale che, con sentenza del 2019, la dichiarò legittima e per niente anticostituzionale.

Non è un caso se i movimenti di estrema destra in Ucraina hanno preso di mira i governi successivi alla rivoluzione del 2014, in certi casi definendo sia Porošenko che Zelensky peggiori del filorusso Janukovyč. Non solo. Entrambi i presidenti sono stati oggetto di attacchi antisemiti e di associazioni con Israele da parte dei nazisti ucraini. La “denazificazione” in Ucraina era iniziata nel 2015 e non ad opera dei governi filorussi amici di Vladimir Putin.

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