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Shireen Abu Akleh, identificata l’arma del soldato che potrebbe aver ucciso la giornalista di Al Jazeera

Lo riporta il The Times of Israel. Ma c’è un problema: per confermare il tutto c’è bisogno del proiettile, che le autorità palestinesi non sono al momento disposte a condividere

Identificata l’arma del soldato che potrebbe aver ucciso Shireen Abu Akleh, ma serve una prova: il proiettile. Come avevamo anticipato a Open Fact-checking, l’unico possibile indiziato dell’omicidio della giornalista di Al Jazeera potrebbe essere un soldato israeliano. Oggi, secondo quanto riportato dal The Times of Israel, le Forze di difesa israeliane (IDF) avrebbero identificato l’arma che potrebbe aver sparato alla giornalista. C’è un problema: per confermare il tutto c’è bisogno del proiettile che le autorità palestinesi non sono – al momento – disposte a condividere per proseguire le indagini.


Per i palestinesi il colpevole dell’omicidio della giornalista è un soldato israeliano, ma anche loro non possono identificarlo da soli. Israele si era resa disponibile a un’indagine congiunta, ma la mancanza di fiducia da parte della Palestina si dimostra un ostacolo difficile da superare. La scorsa settimana, la Polizia militare israeliana ha riferito di non ritenere di aprire un’indagine sull’omicidio della giornalista, al contrario dell’IDF.


Considerando tutti gli elementi da Open Fact-checking, i soldati israeliani si trovavano in un’area che distava almeno 250 metri dal punto dove è stato filmato il corpo senza vita della giornalista. La misurazione è stata effettuata tramite Google Maps dall’incrocio dove si trovavano i militari (in fucsia nell’immagine sottostante) a quello dove è stata uccisa (in rosso).

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