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Tony Blair: «La guerra deve finire senza vantaggi per Putin. È circondato da chi non gli dice la verità»

L’ex premier britannico: ora la soluzione diplomatica è difficile perché l’Ucraina vuole riprendersi i territori

Secondo Tony Blair la guerra in Ucraina dovrà finire senza vantaggi per Vladimir Putin. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera l’ex premier britannico ricorda che è stato il primo leader occidentale a incontrare lo Zar durante i suoi dieci anni a Downing Street: «Noi dovremmo preoccuparci di arrivare alla fine del conflitto e l’Italia ha fatto delle proposte al riguardo in questi giorni. Le basi devono essere che la Russia non ottenga dei vantaggi da questa aggressione e avere il consenso del popolo ucraino. Questa è stata un’aggressione non giustificata. E avendo incontrato spesso il presidente Putin nelle prime fasi della sua presidenza quest’idea che sia stato circondato da potenze ostili, che l’America, il Regno Unito e l’Europa stessero cercando di umiliare la Russia, quest’idea è infondata».


Attualmente, spiega Blair nel colloquio con Alessandra Muglia, è difficile trovare una soluzione: «Il problema è che nelle prime settimane di guerra, prima che si compiessero atrocità, trovare una soluzione era relativamente semplice. Ora no: gli ucraini sentono di aver respinto i russi ma anche che la Russia occupa ancora una grande porzione del loro territorio, quindi vorranno recuperare terreno prima di sedersi al tavolo». Per Blair l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin è stata prima di tutto il prodotto di un errore di valutazione: «La mia fondazione ha un progetto in Ucraina e sono stato lì ogni anno da quando mi sono dimesso da premier. Nessuno che conosca il Paese e abbia familiarità con la sua gente può pensare che avrebbero accolto con favore un’invasione. Eppure Putin era convinto del contrario e nessuno del suo entourage lo ha fatto ragionare. Quindi Putin ora è circondato da persone che non osano dirgli la verità. Questo è pericoloso».


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