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Blue Origin, ancora un lancio per New Shepard. Ma da terra Musk bacchetta Bezos: «Meno feste e più lavoro se vuoi andare in orbita»

Il volo è durato 11 minuti. Tutti i sei turisti spaziali sono tornati a terra a bordo della loro capsula frenata da un sistema di paracadute

Anche l’ultimo volo di New Shepard si è concluso senza nessun intoppo. I sei turisti spaziali partiti a bordo del razzo di Blue Origin sono atterrati sulla terra a bordo di una capsula rallentata da un sistema di paracadute. Tra di loro c’era anche Katya Echazarreta, che con i suoi 26 anni ha ottenuto il record di più giovane ragazza statunitense ad affrontare una missione simile. Tutta la missione è durata 11 minuti. Questo è il quinto volo suborbitale per il razzo di Blue Origin, un successo se pensiamo che il turismo spaziale fino a cinque anni fa era qualcosa di impensabile. Ma forse un risultato del genere non è sufficiente per Jeff Bezos, proprietario della compagnia spaziale. Il patron di Amazon infatti ancora negli ultimi giorni si è trovato a dover fronteggiare un commento acido del suo rivale storico: Elon Musk.


L’ultimo commento di Musk su Bezos

«È una brava persona, suppongo. Sembra che ultimamente stia passando molto tempo nella vasca idromassaggio. Se vuole arrivare in orbita, è meglio che faccia meno feste e lavori di più». Solo il 28 maggio Elon Musk rispondeva così su Twitter a una domanda che gli chiedeva un parere su Jeff Bezos. Il riferimento era proprio a Blue Origin: nonostante il successo dei lanci di New Shepard la compagnia è ancora lontana dai successi raggiunti dalla SpaceX di Elon Musk. La rivalità tra Elon Musk e Jeff Bezos è sempre stata discretamente evidente. I due uomini più ricchi del mondo hanno accumulato la loro fortuna in modo simile: sono partiti da un paio di sogni e tanta voglia di lavorare e poi hanno cavalcato gli spunti offerti dell’era digitale. Bezos è diventato miliardario con le spedizioni a domicilio, Musk ha gettato le basi della sua ricchezza con i pagamenti digitali.


Eppure fra i due non c’è molta sintonia, soprattutto da quando entrambi hanno deciso di orientare verso le stelle le loro ambizioni. C’è un siparietto, ormai quasi un classico, che si ripete ogni volta che Musk viene interpellato dal Washington Post, giornale di proprietà di Bezos. Invece di rispondere alla domanda posta dai giornalisti (che di solito riguarda Tesla, SpaceX o Twitter) Musk dice sempre: «Mandate i miei saluti a quel burattinaio del vostro capo». Ultimamente in questo scambio si è anche registrata una piccola variazione: «Per la centesima volta. Mandate i miei saluti a quel burattinaio del vostro capo».

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