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Oslo, arrestato un sospettato per la sparatoria in una discoteca gay. Annullato il Pride previsto per oggi pomeriggio

La polizia ha fermato un 42enne norvegese di origini iraniane, già noto ai servizi segreti

Nuovi dettagli iniziano a emergere su quanto accaduto a Oslo, in Norvegia, dove la sparatoria in una discoteca Lgbtq+ ha causato la morte di due persone, ferendone altre 14. La polizia, che sta seguendo la pista di un «attacco terroristico», ha arrestato un sospettato: non sono ancora state divulgate informazioni specifiche, ma sembrerebbe che si tratti di un 42enne norvegese di origini iraniane, già noto ai servizi segreti interni che si occupano anche dell’antiterrorismo. Avrebbe agito da solo, e sarebbe stato fermato quasi subito, 5 minuti dopo la segnalazione (all’1.14), con il conseguente sequestro di due armi da fuoco.


Un testimone ha raccontato ai media norvegesi la terribile nottata: «Sembrava una scena di guerra, con numerose persone a terra con ferite alla testa». L’attacco è avvenuto nella notte tra venerdì 24 giugno e sabato 25. Oltre al club gay London Pub, il killer ha provato a colpire due luoghi vicini: il jazz club Herr Nilsen e un punto vendita di cibo da asporto. Adesso le autorità si concentrano sulla marcia dell’Oslo Pride che avrebbe dovuto svolgersi questo pomeriggio: l’evento è stato annullato a causa di «chiare raccomandazioni» da parte della polizia, che sta provando a capire se l’attentato sia stato in qualche modo collegato alla marcia in programma. «Presto saremo di nuovo orgogliosi e visibili, ma oggi condivideremo i festeggiamenti del nostro Pride da casa», ha detto Inger Kristin Haugsevje, leader dell’Oslo Pride.


Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha espresso solidarietà e vicinanza a chi è stato colpito e ai loro parenti: «La sparatoria fuori da un pub londinese a Oslo stasera è stata un attacco crudele e profondamente scioccante a persone innocenti», ha scritto in un messaggio sul suo profilo Facebook. «Non sappiamo ancora le ragioni di questo atto terribile, ma agli omosessuali che ora hanno paura e sono in lutto, voglio dire che siamo tutti insieme a voi», ha concluso.

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