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Medvedev torna all’attacco: «Inutili i tribunali contro una potenza nucleare. In Ucraina nostro diritto intervenire, l’Onu sapeva»

Le sanzioni imposte dall’Occidente darebbero alla Russia il «diritto all’autodifesa», dice il consigliere di Putin che accusa Ue e Stati Uniti di danneggiare solo le popolazioni e non i leader politici

«Tentare di istituire tribunali contro il Paese con il più grande potenziale nucleare è inutile». Non ha usato mezzi termini il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, intervenendo a una riunione del Forum legale di San Pietroburgo, come riporta l’agenzia di stampa russa Tass. La decisione sull’operazione militare in Ucraina «è stata dura ma soppesata e forzata» ed è avvenuta «nel rispetto del diritto all’autodifesa sancito dall’Onu», ha spiegato Medvedev, secondo il quale «la Russia ha esercitato il suo diritto inalienabile all’autodifesa nel rigoroso rispetto dei valori fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, coerentemente con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite». E ha aggiunto: «L’obiettivo dell’operazione speciale è proteggere le persone che sono state sottoposte a trattamenti disumani e persecuzioni da parte del regime di Kiev nel corso degli anni in violazione di ogni possibile norma e standard».


Il diritto all’autodifesa rivendicato dalla Russia

Poi, quasi a giustificare l’aggressione finora perpetrata, ha così concluso: «L’avviso pertinente è stato inviato al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza». Secondo il presidente russo, le sanzioni unilaterali imposte alla Russia si sarebbero trasformate in una guerra economica in grado di innescare «il diritto all’autodifesa individuale e collettiva: l’attuale pratica rozza e cinica delle restrizioni unilaterali contro la Russia, la cui natura illegittima è stata ripetutamente sottolineata a tutti i livelli, è simile, come dicono i nostri oppositori, alla dichiarazione di una guerra economica». Ecco perché Medvedev invoca una volta per tutte il diritto all’autodifesa individuale e collettiva: «Questa è una guerra di cui ampi segmenti dell’intera popolazione mondiale sono vittime, senza poter accedere ai mezzi per soddisfare i loro bisogni primari. Permettetemi di ripetere che, in determinate circostanze, tali misure ostili potrebbero essere viste come un atto di aggressione internazionale o addirittura come un casus belli».


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