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Damien Abad: il ministro di Macron che deve rinunciare al governo per le accuse di violenza sessuale

L’ormai ex responsabile del dicastero della solidarietà e dei disabili dovrà rinunciare al governo. La sua difesa: sono disabile, non potevo stuprare

La Francia ha un nuovo governo. A due settimane dal voto alle legislative è arrivato l’atteso rimpasto di Emmanuel Macron. Che avrà un compito difficile nei prossimi cinque anni: governare senza maggioranza assoluta in Parlamento. Nel nuovo esecutivo, il Borne II – la prima ministra Elisabeth Borne è stata confermata a Palazzo Matignon -, ci sono 19 new entry e cinque ministri uscenti. Non c’è Damien Abad, protagonista di un caso. È infatti sotto inchiesta a causa di alcune denunce per stupro nei suoi confronti. L’ormai ex responsabile del dicastero della solidarietà e dei disabili è stato rieletto deputato senza difficoltà. Ma dovrà rinunciare al governo. La stessa Borne ha spiegato perché: «I politici hanno un dovere di essere d’esempio. Le testimonianze delle donne meritavano di essere tenute in conto».


Le accuse e la difesa

Lui non l’ha presa bene. Nel suo discorso di commiato ha parlato di «calunnie» e se l’è presa «contro questo movimento funesto che relega la presunzione di innocenza al rango di arnese del passato». A suo carico c’è una denuncia per tentata violenza nel 2010. Ma ieri mattina, a poche ore dall’annuncio del rimpasto, un’altra donna lo ha accusato: «Nel bar dove ci siamo incontrati mi ha offerto da bere e a un certo punto ho cominciato ad avere le vertigini e a sentirmi svenire, ci vedevo male. Il giorno dopo è stato il gestore dell’albergo a svegliarmi. Mi trovavo nel letto, senza vestiti, confusa, poi ho avuto dei flash della sera precedente: lui era nella mia camera, e nel mio letto, ne sono certa».


Abad si è difeso sostenendo che a causa del suo handicap non può aver fatto ciò di cui lo accusano. L’ex ministro è affetto da artrogriposi congenita. La malattia provoca malformazioni agli arti. Da segnalare che Chrysoula Zacharopoulou, anch’essa accusata di violenze sessuali nell’ambito del suo lavoro di ginecologa, è stata invece confermata segretaria di Stato allo Sviluppo.

Foto copertina da: Le Monde

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