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Raduno degli Alpini, la procura chiede l’archiviazione per le molestie denunciate da una 25enne

Rischia di chiudersi con un nulla di fatto l’indagine partita dopo la denuncia di una ragazza a Rimini. Per gli inquirenti non ci sarebbero abbastanza elementi per identificare i presunti aggressori

Richiesta l’archiviazione per il caso delle molestie sessuali denunciate da una ragazza di 25 anni durante il raduno degli alpini a Rimini, avvenuto lo scorso maggio. A darne conferma è la procura della città, che si è occupata di portare avanti le indagini. Non ci sarebbero, fanno sapere, elementi per identificare i presunti colpevoli, a causa della quantità di persone presenti durante l’adunata e della copertura solo parziale fornita dalle telecamere di sorveglianza nella zona. Nemmeno l’unica testimone oculare della scena – un’amica della ragazza – sarebbe stata in grado di fornire abbastanza particolari utili all’identificazione degli autori, oltre a quelli procurati dalla giovane. Ora sulla richiesta si pronuncerà il Gip.


Il caso

Secondo quanto denunciato dalla ragazza ai carabinieri, la 25enne sarebbe stata strattonata e attirata verso un gruppo di uomini con frasi «sessualmente allusive» (il cosiddetto catcalling). La ragazza aveva denunciato quanto accaduto anche attraverso i social, e il suo appello era stato raccolto dal movimento femminista Non una di meno Rimini. Proprio il movimento aveva raccontato di oltre 200 segnalazioni simili riguardanti l’adunata di maggio, che aveva portato sulla Riviera oltre 90 mila alpini.


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