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No! Non è vero che i media italiani tengono nascoste le proteste degli agricoltori olandesi

La notizia è stata ripresa da diverse testate come il Sole24Ore, HuffingtonPost e il Fatto Quotidiano

Circolano alcuni video che riprendono delle proteste degli agricoltori nei Paesi Bassi. Nei filmati si vedono decine e decine di trattori che, muovendosi in blocco, occupano tratti di autostrada e strade regolari, rallentando il traffico. In altri filmati si vedono proteste più statiche, con i trattori raccolti in un campo. In alcuni commenti viene tracciato un parallelo tra i lavoratori olandesi, che protestano per i loro diritti, e quelli italiani, che non farebbero altrettanto dato che nel nostro Paese il fenomeno non verrebbe ripreso dai media per non suscitare clamore.

Per chi ha fretta:

  • Sì, i video sono veri e girati nei Paesi Bassi.
  • La ragione della protesta è specifica e non collegabile con l’Italia.
  • Diversi canali d’informazione sia italiani che internazionali hanno trattato la questione.

Analisi

Di seguito lo screenshot di uno dei post condivisi dalla pagina Rassegne Italia. Nel video, i trattori procedono lentamente lungo l’autostrada, occupando l’intera carreggiata. Nella descrizione si legge: «Gli agricoltori olandesi vanno a riprendersi il loro Paese»

GLI AGRICOLTORI OLANDESI VANNO A RIPRENDERSI I LORO DIRITTI E IL LAVORO. È IN ATTO UNA RIVOLUZIONE, MA I MEDIA ITALIANI NON LO FANNO VEDERE.

Un’utente, tra i commenti, scrive: «Nascondono le notizie perché hanno paura che gli italiani si sveglino».

In un altro post, sempre di Rassegne Italia, che mostra una protesta, questa volta i trattori sono sia in un prato che su una strada cittadina. Nelle bande che aprono e chiudono il video si legge: «AGRICOLTORI E CAMIONISTI UNITI. AVVISO DI SFRATTO PER MARK RUTTE». Anche qui un commento riferito al nostro Paese: «QUANDO IN ITALIA NE SAREMO CAPACI ???».

I video appaiono essere effettivamente girati in Olanda. Si possono notare numerose bandiere dei Paesi Bassi nel primo video, oltre ai veicoli della politie, la polizia del Paese, e si sente anche parlare in olandese. Osservando l’abbigliamento delle persone che appaiono nei video è possibile localizzarli nel tempo. In entrambi si notano persone con i pantaloncini corti e gli alberi carichi di foglie. Le proteste si sono svolte in più moti a partire dal 2019 (a ottobre, novembre e dicembre). Ci sono stati moti anche nel 2020 (a febbraio) ma la ripresa avvenuta nel 2022 è stata l’unica su larga scala a verificarsi nella stagione calda.

La foto del 2019

Nel proprio sito, Rassegne Italia pubblica un articolo dal titolo «Sempre più dure le proteste degli agricoltori olandesi: bloccata la rete autostradale e il confine con la Germania (Video)».

La foto, come verificato dai colleghi di Reuters, circola dal 2019:

La ragione delle proteste

Gli agricoltori e gli allevatori si sono inizialmente mobilitati contro una proposta del governo che prevedeva di limitare le emissioni di azoto dell’atmosfera dimezzando il numero di capi di bestiame del Paese. Ben presto, però, il focus dei moti (boerenprotesten) è passato al riconoscimento che questo genere di lavoro ha tra la popolazione generale.

«Non ce lo dicono»

A prescindere dalla ragione che ha generato i moti, sostenere che questi siano stati tenuti nascosti non corrisponde al vero. Come dimostrano tutti gli articoli linkati in questo pezzo, oltre alla pagina Wikipedia dedicata al fenomeno e ai diversi pezzi pubblicati dai giornali italiani a riguardo. Inoltre, il fenomeno non ha correlazioni con il mondo agricolo italiano.

Conclusioni

Una pagina Facebook condivide video delle proteste di agricoltori e allevatori in Olanda sostenendo che in Italia il fenomeno viene mantenuto occulto per qualche ragione. Tuttavia, diversi giornali italiani ne hanno trattato. Con la diffusione delle immagini non vengono, invece, riportate le motivazioni della protesta.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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