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L’epidemiologo La Vecchia: «I positivi “nascosti” sono tre milioni. La quarta dose? Doveva partire prima»

Per il prof la quarantena si potrebbe riformare: «Guardiamo alle regole della Svizzera»

La quarta dose è utile ma la campagna poteva partire prima. E i positivi “nascosti” alla nuova variante Omicron del Coronavirus potrebbero essere tre milioni. Questa è l’opinione dell’epidemiologo dell’Università Statale di Milano Carlo La Vecchia. Che parla oggi con La Stampa: la campagna per la quarta dose agli over 60 e ai fragili «senza dubbio si poteva fare prima. L’efficacia della dose comincia due settimane dopo la somministrazione, tempo che vacciniamo almeno una parte degli over 60 e arriviamo già alla fine dell’ondata», esordisce. Ma la quarta dose è comunque «utile perché una protezione c’è, anche se l’impatto assoluto sarà limitato. Il secondo booster permette una protezione sulla malattia grave che dura dai due ai tre mesi», aggiunge. Quanto ai contagi, per l’epidemiologo siamo vicini al picco della nuova ondata: «Entro fine mese comincerà il livellamento e poi la discesa. I contagi registrati in questa fase di Omicron 4 e 5 sono comunque meno della metà di quelli reali: i positivi potrebbero essere 3 milioni».


Quanto agli ospedali, «sono sotto stress non tanto per i ricoveri o per le ferie, che sono state programmate tempo fa, quanto per il personale in quarantena». Sulle regole dell’isolamento, secondo La Vecchia, si potrebbe intervenire: «Quelle italiane sono abbastanza rigide rispetto ad altri Paesi. Il picco di contagiosità riguarda i 2-3 giorni che precedono la comparsa dei sintomi e quelli subito successivi. Una semplificazione nelle procedure potrebbe riguardare l’eliminazione del tampone di uscita, come in Svizzera. Lì, dopo 7 giorni dalla positività, si esce dall’isolamento. Si eviterebbe la persistenza in quarantena di soggetti senza più sintomi che hanno un rischio minimo di contagiare gli altri».


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