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Tragedia sul Monte Bianco, recuperato il cadavere di un base jumper: trovato morto dopo il volo con la tuta alare

L’allarme al Soccorso alpino è partito da un amico che si era lanciato con il base jumper italiano. La pratica sarebbe vietata solo sul versante francese, dopo che nel 2016 morì un russo

È stato trovato il cadavere del base jumper precipitato questa mattina 21 luglio sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco dopo essersi lanciato con la sua tuta alare. A lanciare l’allarme era strato un compagno che si è lanciato con lui. L’uomo è stato recuperato senza vita sul ghiacciaio del Freney, a circa 2.600 metri di quota. I due base jumper avevano raggiunto il rifugio Monzino in val Veny questa mattina alle 7. Lì avevano detto ai gestori di voler scalare l’Aiguille Croux, una vetta di 3.251 metri, per poi lanciarsi con la tuta alare e aprire il paracadute prima dell’atterraggio. Ancora da chiarire però se i due siano riusciti a raggiungere la vetta indicata o si siano lanciati da un’altra zona. La pratica di usare la tuta alare dal 2016 è vietata sul versante francese del Monte Bianco. Una decisione presa dopo l’ennesimo incidente mortale, quando un russo si andò a schiantare contro un’abitazione disabitata.


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