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L’Italia contro l’austerity sul gas, la lettera di Cingolani all’Ue: «No ai tagli obbligatori e indiscriminati»

Il ministro della Transizione ecologica dice no al piano d’emergenza europeo, che punta a un taglio del 15 per cento dei consumi per tutti gli Stati membri

Con una lettera indirizzata a Bruxelles, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani oggi, 22 luglio, sancisce la contrarietà dell’Italia al piano d’emergenza presentato dalla Commissione Ue dal titolo «Risparmiare energia per un inverno sicuro», che prevede un taglio obbligatorio del 15 per cento del consumo di gas per tutti i Paesi membri. Un orientamento, quello italiano, già emerso durante la riunione di questo pomeriggio del Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Ue, e condiviso da altri Paesi, a sentire le fonti diplomatiche di Bruxelles che parlano di un «negoziato ancora molto aperto» e di «molte perplessità in seno al Consiglio».


Secondo quanto si apprende, i contenuti della lettera ricalcano quelli già condivisi nelle interlocuzioni con gli altri paesi europei, Spagna in primis. L’Italia è contraria in particolare all’obbligatorietà del taglio del 15 per cento, alla percentuale stessa della riduzione e al fatto che la riduzione sia orizzontale e uguale per tutti. Cingolani nella lettera spiega che Roma condivide sì l’obiettivo finale delle proposte della Commissione Ue, ma che preferirebbe venisse aperto un dibattito tra gli Stati membri su una soluzione che non si basi su sacrifici imposti in maniera indifferenziata, puntando a una «risposta coordinata fondata sui principi dell’unità, della solidarietà e dell’efficienza, della proporzionalità e della flessibilità».


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