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Ondate di calore e incendi in tutta Europa, gli esperti avvertono: «Così rischiamo che i 40 gradi diventino la normalità in Italia»

L’Oms Europa sta elaborando dei Piani d’azione completi per agire e prevenire sulle conseguenze disastrose delle ondate di calore

«Senza precedenti. Spaventoso. Apocalittico». È con queste parole che si sta raccontando l’ondata di calore che sta colpendo quest’estate europea, vittima di incendi e temperature alle stelle. Ma c’è chi frena il tono emergenziale e di novità perché non ci sarebbe nulla di nuovo in questi eventi. «La causa è il cambiamento climatico e le sue conseguenze stanno crescendo anno dopo anno con esiti disastrosi», ammonisce Hans Kluge, direttore regionale Ue dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Il calore estremo uccide», sottolinea ricordando poi che «negli ultimi decenni centinaia di migliaia di persone sono morte. Quest’anno abbiamo già assistito a più di 1.700 decessi solo in Spagna e Portogallo».


I piani d’azione dell’Oms

L’Oms Europa a fronte degli incendi boschivi, che si stanno espandendo fino alla Scandinavia e che hanno distrutto 41 case nel Regno Unito, sta mettendo in atto più attività di supporto alle autorità nazionali e locali: «Stiamo elaborando piani d’azione completi che quando sono operativi, hanno dimostrato di salvare vite e di rafforzare la resilienza delle comunità e delle persone nel fronteggiare le ondate di calore», si legge in una nota dell’Oms Europa.


In Italia la frequenza delle ondate di calore potrebbe aumentare del 21% entro il 2050

Ci sono però esperti che mettono in guardia dall’associare in modo diretto gli incendi e il cambiamento climatico. Quest’ultimo non ne sarebbe la causa diretta, ma ne aumenta la possibilità che si verifichino, così come la loro intensità. Ma l’allarme sulle alte temperature unisce gli scienziati. «I 40°C in Inghilterra o in Italia rischiano di diventare normalità», avverte Ben Clarke, ricercatore dell’università di Oxford, al Corriere della Sera. «Si verificheranno più spesso, almeno finché il mondo non raggiungerà le emissioni zero nette di gas serra. I nostri nipoti affronteranno condizioni meteorologiche estreme con costi elevati in termine di salute, lavoro e ambiente», commenta Paola Mercogliano del Centro euro Mediterraneo sul Cambiamento Climatico. E nel nostro Paese, spiegano gli esperti, rischia di aumentare la frequenza delle ondate di calore del 21% entro il 2050.

Possibili soluzioni

Le soluzioni sono molteplici, dal ridurre (o smettere) di bruciare combustili fossili, passando per l’isolamento degli edifici all‘aumento del verde nelle città. Kluge dell’Oms invita ad agire e sottolinea l’urgenza della situazione perché «l’esposizione al calore estremo spesso esacerba problemi di salute preesistenti. Il colpo di calore e altre gravi forme di ipertermia causano sofferenza e morte prematura. I bambini e gli anziani sono restano i soggetti più a rischio».

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