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Brittney Griner, a processo la campionessa di basket Usa detenuta in Russia. Blinken: «Proposta concreta a Lavrov per il suo rilascio»

La cestista statunitense, arrestata lo scorso febbraio, è accusata di possesso di droga e rischia fino a 10 anni di carcere

Continua il processo a carico della star del basket femminile Usa Brittney Griner, arrestata il 17 febbraio scorso all’aeroporto di Mosca. Nel bagaglio di Griner è stato trovato dell’olio di cannabis, e da allora l’atleta è detenuta in Russia con l’accusa di possesso di droga. La campionessa Wnba, due volte oro olimpico con gli Usa e dal 2015 atleta del club russo Ummc Ekaterinburg, rischia fino a dieci anni di carcere e durante l’ultima udienza si è dichiarata colpevole. Oggi, 27 luglio, durante la sua testimonianza nell’aula del tribunale di Khimki, Griner ha detto di non aver mai pensato o pianificato di portare sostanze vietate in Russia.


La cestista ha anche ricostruito la giornata del suo arresto, spiegando che quando è stata fermata in aeroporto le è stato chiesto di firmare diversi documenti in russo senza nessuna spiegazione e senza un avvocato presente. Poi è stata portata in un’altra stanza dove le è stato sequestrato il telefono e le sono stati fatti firmare altri documenti di cui, nonostante l’aiuto di Google Translate, non è riuscita a capire esattamente il contenuto.


Già l’8 marzo il dipartimento di Stato statunitense aveva inoltrato una richiesta di rilascio, senza risultati. Oggi, il segretario di Stato Antony Blinken ha annunciato che nei prossimi giorni telefonerà al ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov per presentargli una «proposta concreta» per la liberazione della campionessa. Blinken non è entrato nei dettagli «per motivi di sicurezza»: secondo indiscrezioni, si potrebbe trattare di uno scambio di prigionieri come avvenuto per l’ex marine Trevor Reed, rilasciato ad aprile scorso dopo essere stato condannato a nove anni di carcere per aver aggredito due agenti da ubriaco a Mosca, nel 2019.

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