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Valentina Giunta, la donna uccisa dal figlio e i post del ragazzo per il padre in carcere: «Leone mio, a presto fuori»

Il ragazzo ha confessato. Il padre Angelo era l’ossessione del figlio. Che era diventato aggressivo dopo il trasloco che lo allontanava da lui

Valentina Giunta, 32 anni, è morta nella notte di lunedì 25 luglio, uccisa a coltellate. La polizia ha fermato il figlio non ancora 15enne della donna, madre anche di un bambino di 10 anni. Secondo una prima ricostruzione, alla base dell’omicidio ci sarebbero i rapporti tesi tra i due e la scelta di Valentina di lasciare Catania per allontanarsi dal padre del ragazzo. Che si trova in carcere per furti d’auto e tentato omicidio. Il figlio maggiore aveva mantenuto con lui un forte legame. Secondo la polizia lui l’ha accoltellata quattro volte e l’ha lasciata in una pozza di sangue nell’abitazione: due stanze nel quartiere popolare di San Cristoforo. Gli agenti lo hanno trovato tracciando il suo cellulare mentre vagava per le strade in stato di choc. Il ragazzo ha confessato ed è stato trasferito in un centro di prima accoglienza a Catania.


«Ti amo tanto papà»

L’altro figlio di 10 anni quella sera si trovava dai nonni. A chiamare i soccorsi è stata la stessa vittima. Valentina Giunta si era già trasferita nella nuova casa a Librino. In quella vecchia era tornata a prendere delle cose e lì ha trovato il ragazzo. È scoppiata una lite. Poi l’omicidio. Al ragazzo la procura dei minori contesta l’omicidio con dolo d’impeto. Già oggi potrebbe comparire davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia. Il Corriere della Sera intanto racconta i post del ragazzo dedicati al padre su Facebook: «Tanti auguri di buon compleanno papà, sei stato il papà migliore, ti amo tanto tanto anche se sei lontano da me ti penso sempre e con il cuore sono sempre vicino a te», scriveva l’11 aprile scorso, il giorno del suo compleanno. E ancora: «Ti amo leone mio, a presto fuori». Poi gli auguri di Natale, i filmati su TikTok, i collage di foto col padre ritratto mentre posa la mano su una statua di un leone tutto d’oro o dietro le sbarre durante un processo.


Ma ci sono anche le videochiamate dal carcere con le canzoni dei neomelodici: «Ti amo amore mio, sei la mia forza, a presto fuori. Stringi i pugni che prima o poi arriverà anche il nostro momento», scriveva. L’unica figura femminile presente sulla pagina è la nonna: «La donna della mia vita». La Repubblica invece racconta che Valentina Giunta e Angelo sono stati insieme per anni. Il primo figlio lo hanno avuto da adolescenti, il secondo è arrivato quando lei aveva poco più di vent’anni. La donna lo ha denunciato per violenze e maltrattamenti, poi ha ritirato la querela. Andava regolarmente agli incontri in carcere per accontentare il figlio. Quando la madre si è stancata dell’ossessione del figlio per la figura del padre lui è diventato rabbioso e aggressivo, secondo chi li conosceva.

Il fermo e il silenzio

L’agenzia di stampa Ansa fa sapere che la notizia del fermo è corsa veloce sui social, prima di una conferma ufficiale poi arrivata dalla Procura per i minorenni che nella nota non ha citato né il nome della vittima né il grado di parentela con la donna. Sul profilo Facebook della 32enne alcune amiche hanno postato frasi di dolore e sgomento come «Riposa in pace….sei stata tradita da chi amavi più della tua vita» e «Tuo figlio il tuo assassino? Non posso crederci. Uccisa da chi più amavi». Ma al rumore dei social ha fatto da contraltare il silenzio del rione: tutti sostengono di non aver visto o sentito nulla.

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