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Omicidio Civitanova, la famiglia di Alika Ogorchukwu: «Le scuse di Ferlazzo non bastano, vogliamo giustizia»

L’avvocato della famiglia ha riportato le parole dei familiari del 39enne ucciso in strada il 29 luglio

«Le scuse di Ferlazzo non bastano, ora serve solo giustizia e non vendetta. È difficile riuscire a comprendere quello che è successo». Queste le poche parole che la famiglia di Alika Ogorchukwu, il venditore ambulante di 39 anni ucciso a Civitanova Marche il 29 luglio, ha affidato all’avvocato Francesco Mantella, che li assisterà nel processo a carico di Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo per omicidio volontario e rapina. Ieri, 30 luglio, Ferlazzo aveva chiesto scusa ai familiari della vittima attraverso i suoi avvocati. «Se c’è un risvolto psichiatrico che si inserisce nelle cause dell’omicidio di Alika serve riflettere: se Ferlazzo aveva un amministratore di sostegno, pare fosse la madre, perché questi non era vigilato? Bisognerà avviare una serie di verifiche», ha aggiunto Mantella in riferimento ai problemi di salute mentale manifestati in passato dal 32enne, che ora potrebbero valergli una perizia psichiatrica. «Abbiamo piena fiducia nell’operato della procura di Macerata», ha detto il legale.


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