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No! La madre di Michelle Obama non è morta lasciando i suoi averi al «figlio Michael»

Tutto è nato da un sito “satirico”, che nella sezione apposita del portale spiega come tutti i contenuti che ospita siano frutto di fantasia

Avevamo già parlato delle fake news che prendono di mira la comunità Lgbtq+. Avevamo, inoltre, approfondito come spesso ad essere puntate dai cecchini della disinformazione siano le mogli dei più importanti leader mondiali, bersaglio di un filone specifico di complottismo. Un esempio, di cui abbiamo scritto pochi giorni fa, è quello della premiér dame Brigitte Macron. Adesso, è il turno di Michelle Obama, destinataria di un misterioso testamento.

Per chi ha fretta:

  • Un articolo condiviso sui social racconterebbe del presunto testamento della madre di Michelle Obama
  • Nel testo del documento, la donna dichiarerebbe di lasciare tutti i suoi averi al «figlio Michael»
  • La storia è stata diffusa per provare come l’ex first lady americana sia in realtà un uomo sotto mentite spoglie
  • L’articolo proviene in realtà da un sito “satirico”, che nella sezione apposita del portale spiega come tutti i contenuti che ospita siano frutto di fantasia

Analisi

«Muore la madre di Michelle Obama e lascia l’eredità al “figlio Michael”». Questo è il titolo di un articolo, screenshottato e condiviso sui social. Nel testo del pezzo, leggiamo ulteriori dettagli: «La madre di Michelle Obama, Mary McGillicuddy Robinson, è morta all’età di 84 anni. Se n’è andata pacificamente nel sonno. (…) La vera notizia, tuttavia, risiede nel modo con cui ha formulato le sue ultime volontà e il suo testamento. Secondo l’Illinois Comptroller e Keeper of the Public Record, Art Tubolls, “Michelle” non esiste legalmente: Il testamento di Robinson afferma chiaramente che i suoi beni dovrebbero andare tutti a “mio figlio, Michael Robinson Obama“. In Illinois, una persona non può cambiare legalmente il proprio sesso, quindi ha dovuto usare il suo vero nome o non avrebbe ottenuto nulla‘». «E non aggiungo altro», aggiunge un utente.

La notizia, in modo pressoché identico nonostante l’articolo non venga esplicitamente citato, è stata condivisa anche in altri post. E quando qualcuno, tra i commenti, chiede come sia stato dunque possibile che abbia partorito due figlie, i promotori della teoria hanno la risposta pronta: «Presso la disponibilità di un’altra donna».

La vera storia dietro il “complotto”

Nonostante abbia ricominciato a circolare recentemente, la storia del presunto testamento della madre di Michelle Obama che ne avrebbe rivelato il sesso biologico risale a tre anni fa. Nel 2019, infatti, l’articolo comparve per la prima volta su un sito chiamato obamawatcher.com.

Il portale, come spiegano i suoi stessi creatori nella sezione “About us“, fa parte di una rete di siti web satirici. Viene ribadito in maniera piccata che le notizie elaborate e pubblicate sul sito non dovrebbero essere prese sul serio: «Non inviarci un’e-mail chiedendo una “fonte”. (…) Ci assicuriamo che le parole “satira” o “fiction” appaiano in OGNI categoria PRIMA della storia. Due volte. Se riesci a leggere seriamente questa roba e pensare che possa essere spacciata come reale per le persone ragionevoli, devi uscire, subito, e comprare un senso dell’umorismo», è l’impenitente risposta.

L’intera storia di «Michael Robinson Obama» è dunque frutto di fantasia, arricchita da una serie di dettagli anch’essi inventati. La madre di Michelle, tanto per cominciare, si chiama Marian Robinson e non Mary McGillicuddy. Per quanto ne sappiamo, è ancora viva e vegeta. Anche l’affermazione secondo cui i residenti dell’Illinois non possono cambiare legalmente il loro sesso nei registri statali, infine, è da ritenere falsa. Il Dipartimento della salute pubblica dell’Illinois spiega che un residente dell’Illinois ha effettivamente la possibilità di presentare gli appositi moduli per chiedere di modificare il proprio sesso sul certificato di nascita.

Conclusioni

Non esiste alcun testamento scritto dalla madre di Michelle Obama che avrebbe lasciato tutti i suoi beni «al figlio Michael». L’intera storia è stata inventata di sana pianta e pubblicata su un sedicente sito satirico. Ha iniziato però a circolare sui social, condivisa da utenti che hanno pensato fosse una notizia vera. Ma che di fatto hanno solo contribuito a diffondere una fake news.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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