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L’incoraggiamento di Papa Francesco per un evento dei cattolici Lgbtq+: «Superate le barriere: più ricchi con le nostre differenze»

In una precedente lettera al padre gesuita James Martin, il pontefice aveva parlato ai fedeli della comunità gay dicendo: «La Chiesa non vi rifiuta: altrimenti è una setta»

Papa Francesco torna a parlare del mondo Lgbtq+ e a incoraggiare la «cultura dell’incontro». E il pontefice lo fa scrivendolo nero su bianco in una lettera inviata in risposta a padre gesuita James Martin, consultore del Dicastero per la Comunicazione e impegnato nella pastorale con le persone Lgbtq+, in occasione dell’evento Outreach, e pubblicata Vatican News: «Vi incoraggio a continuare a lavorare sulla cultura dell’incontro, che accorcia le distanze e ci arricchisce con le nostre differenze, proprio come ha fatto Gesù, che si è fatto vicino a tutti». Papa Bergoglio, osservando come la pandemia di Coronavirus abbia creato distanze non solo fisiche, ma anche spirituali e relazionali con gli altri, invita a riflettere sul fatto che esistano «cose insostituibili, tra cui la capacità di guardarsi faccia a faccia, anche con coloro che la pensano diversamente o con i quali le differenze sembrano separarci o anche metterci in contrasto: quando superiamo queste barriere, ci rendiamo conto che sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci separano». Non è la prima volta che il Pontefice apre le porte non solo all’accettazione, ma all’inclusione della comunità Lgbtq+ nella comunità cattolica. Già in precedenza il Pontefice aveva dichiarato: «La Chiesa è madre e chiama insieme tutti i suoi figli: una Chiesa “selettiva”, di “sangue puro”, non è la Santa Madre Chiesa, ma piuttosto una setta».


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