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Monica Cirinnà chiede i 24 mila euro trovati nella cuccia del suo cane a Capalbio. Ma il giudice le dice di no

La senatrice Pd voleva devolvere i soldi a un’associazione antiviolenza. Il Gip ha precisato che non le spetta nulla

La storia dei 24 mila euro ritrovati nella cuccia del cane di una villa a Capalbio di proprietà del sindaco di Fiumicino Esterino Montino e della senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà era circolata molto la scorsa estate. Dopo i tanti meme pubblicati sulla vicenda, il pubblico ministero aveva sollecitato l’archiviazione non ravvisando alcun reato a carico dei due coniugi Dem. Ma, racconta oggi Il Messaggero, è arrivato uno sviluppo nuovo e inaspettato. Cirinnà ha infatti reclamato le 48 banconote da 500 euro ritrovati nella sua proprietà. Tramite l’avvocato Giovanni Gori ha chiesto al Gip di «disporre la restituzione» della somma in suo favore, opponendosi alla confisca chiesta dal pm.


«Ai sensi dell’articolo 932 del codice civile il “tesoro”, inteso come qualunque cosa mobile di pregio di cui nessuno può provare d’essere proprietario, appartiene – si legge nell’istanza della Cirinnà – al proprietario del fondo in cui si trova». Ha reiterato la richiesta il 6 giugno, specificando che avrebbe devoluto i 24 mila euro all’associazione antiviolenza “Olymbia De Gouges”. Secondo il giudice delle indagini preliminari di Grosseto, però, «la richiesta di restituzione della Cirinnà non può essere accolta, poiché opera in questo caso la disciplina delle cose ritrovate». Come spiega il togato nel provvedimento del 20 giugno scorso, anche se si fosse trattato del ritrovamento di un tesoro, «esso spetta solo per metà al proprietario del fondo e per metà al ritrovatore: in questo caso, a Fabio Montino e all’operaio Fabio Rosati, per la quota di un quarto ciascuno». Le banconote restano sotto sequestro.


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