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Cosa succede in Ucraina tra Zelensky e Amnesty International

L’ultimo rapporto dell’Ong fa arrabbiare il presidente ucraino. Amnesty accusa le forze di Kiev di usare aree residenziali, ospedali e scuole come basi militari

Amnesty International scredita le forze ucraine e e giustifica gli attacchi russi? Secondo Volodymyr Zelensky sì. Il presidente ucraino si è scagliato contro l’associazione umanitaria dopo il loro l’ultimo rapporto pubblicato ieri, 4 agosto. Qui vengono criticati sia l’esercito di Mosca che quello di Kiev per aver messo in pericolo i civili e aver così violato il diritto umanitario internazionale. Ma Zelensky non ci sta. «Oggi abbiamo visto un rapporto che purtroppo cerca di amnistiare lo Stato terrorista e di spostare la responsabilità dall’aggressore alla vittima», ha dichiarato in un video messaggio accusando Amnesty di equiparare oppresso e oppressore.


Se vengono analizzati alcuni dati sulla vittima e viene ignorato ciò che l’aggressore stava facendo in quel momento, questo non possiamo tollerarlo. Non c’è nessuna condizione, nemmeno ipotetica, per cui qualsiasi attacco russo all’Ucraina diventi giustificato. Se pubblicate tali rapporti manipolativi, allora dovete condividere con loro la responsabilità della morte delle persone.


Volodymyr Zelensky

Cosa dice il rapporto di Amensty

Tra aprile e luglio Amnesty International ha mandato i suoi ricercatori nel Donbass, a Kharkiv e a Mykolaiv. Qui hanno parlato con i sopravvissuti e i parenti delle vittime e ha svolto diverse analisi. Al termine di questo periodo hanno denunciato di aver rilevato che «le forze ucraine lanciano attacchi dall’interno delle aree residenziali e si sono stabilite in edifici civili in ben 19 città e villaggi della regione». Così facendo, riferisce l’associazione nel report, l’esercito avrebbe scelto di mettere in pericolo la popolazione, nonostante ci fossero «alternative disponibili, come basi militari, aree densamente boscose o altre strutture più lontane».

«Ospedali e scuole come basi militari»

Non solo aree residenziali. Amnesty riferisce che le truppe ucraine utilizzano anche gli ospedali e le scuole come basi militari. Quello che chiede l’Ong è quindi che nessuna delle parti in conflitto «localizzi obiettivi militari vicino o all’interno di aree densamente popolate». In chiusura de report, Amnesty riferisce che molti degli attacchi russi degli ultimi mesi sono stati effettuati con armi esplosive con effetti ad ampio raggio vietate a livello internazionale. A questo proposito, specificano poi che la «pratica ucraina di localizzare obiettivi militari nelle aree residenziali non può comunque giustificare in alcun modo questo tipo di attacchi russi».

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