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«È morto un servo e un massone». Gli attacchi a Piero Angela sui gruppi Telegram gestiti dai complottisti

Le parole stridono con la stima e il rispetto di cui la figura del conduttore e divulgatore morto oggi gode in Italia

Ci sono le emoji dei festoni e della bottiglia di spumante stappata. Tutto accanto a una foto del conduttore televisivo Piero Angela, morto oggi all’età di 93 anni. Mentre arrivano messaggi di cordoglio dai tanti che nel corso della sua lunga carriera avevano avuto a che fare con il divulgatore, i commenti sotto la foto, pubblicata nel canale Telegram Radiogreg non gli risparmiano gli insulti. «Pe**o de mer*a, servo» scrive un utente. «E ora brucia all’inferno, servo dei nasoni, Crodino per tutti!», replica Alessandro in un moto d’odio. Un altro canale Telegram, Potus Italy accusa invece Piero Angela di non aver raggiunto i suoi traguardi grazie alle sue capacità ma solo una presunta vicinanza alla massoneria. Secondo chi condivide il post: «Il padre di Piero Angela, Carlo Angela, venne iniziato in Massoneria nel 1905, e raggiunse il 33º grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale divenne Maestro Venerabile della Loggia Propaganda all’Oriente di Torino (di cui fu poi Maestro Venerabile Onorario fino alla morte) e Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della stessa città». Non solo, si sostiene anche che «l’8 giugno 1949, cinque giorni dopo la sua morte, si svolse il rito massonico funebre presso il tempio della Loggia Propaganda». Fino ad arrivare alla sentenza: «Suo figlio Piero non è uno scienziato non ha nessuna laurea però scrive libri a divulgazione scientifica. È soltanto figlio di un gran massone».


Screenshot dei messaggi d’odio su Telegram

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