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Etiopia, la storia dei due piloti che si sono addormentati in volo: la compagnia aerea li sospende

Solo un allarme di sicurezza è riuscito a svegliarli. Il Boeing è poi atterrato senza problemi ad Addis Abeba

Se da Khartoum, capitale del Sudan, si vuole arrivare ad Addis Abeba, in Etiopia, ci vogliono circa due ore di volo. A meno che i piloti a bordo non si addormentino, come è successo lo scorso 15 agosto. Una leggerezza che poteva costar caro ai passeggeri del Boeing 737-800 da 154 posti, ma che si è risolta con una semplice inversione a “u” di 25 minuti a 11mila metri di altitudine. E con la sospensione dei due piloti, comunicata oggi dalla compagnia di volo Ethiopian Airlines: «L’equipaggio interessato è stato rimosso dalle operazioni in attesa di ulteriori indagini». Altre eventuali «azioni correttive» potranno essere prese più avanti, quando si avrà compreso con maggiore chiarezza cos’è successo nel giorno di Ferragosto. Al momento, la compagnia parla di un rapporto che indica come «il volo Ethiopian numero ET343 in rotta da Khartoum ad Addis Abeba ha perso temporaneamente la comunicazione con il controllo del traffico aereo di Addis Abeba», senza specificare se i piloti si sono realmente addormentati. Secondo alcuni media specializzati, come The Aviation Herald, i due sarebbero stati svegliati da un allarme del sistema di sicurezza scattato perché, una volta superata la pista, l’autopilota si sarebbe disconnesso. Poi hanno fatto inversione e, arrivati alla capitale etiope, hanno eseguito l’atterraggio senza ulteriori problemi. L’analista del settore aereo, Alex Macheras, ha pubblicato su Twitter la rotta percorsa dal Boeing 737-800 parlando dell’affaticamento dei piloti come «una delle minacce più significative alla sicurezza aerea a livello internazionale».


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