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«A rischio un milione di posti di lavoro»: le proiezioni dei sindacati con la crisi energetica

Il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, ha citato le ultime stime sul lavoro e ha lanciato un appello al governo per liberare risorse a sostegno di imprese, famiglie e dipendenti

«Quasi un milione di posti di lavoro è a rischio», così come la crescita economica più in generale. A dirlo è Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, che ha citato le ultime proiezioni e ha sottolineato come a pesare sull’economia del Paese è soprattutto l’impennata dei prezzi energetici e dei beni alimentari. Pertanto, il segretario ha fatto appello al governo, durante il convegno «Lavoro, occupazione e dignità» a margine del Cortile di Francesco ad Assisi, affinché venga adottato un «provvedimento urgente finalizzato a liberare risorse nella prospettiva di sostenere imprese, famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati». L’Italia, così come gli altri Stati europei, si trova in una situazione emergenziale e, in virtù di questo, è necessario – prosegue Sbarra – che il Governo metta in campo «risorse che possono essere attinte dagli extra profitti delle imprese energetiche, delle multinazionali della logistica e nelle imprese del digitale». Ma non solo, in extremis, aggiunge, «occorre prendere in considerazione anche lo scostamento di bilancio».


«Autonomia energetica e tetto europeo al prezzo del gas»

Nel corso del convegno, è tornato a più riprese sulla crisi energetica, sottolineando che a suo avviso è necessario che l’Europa arrivi ad un accordo sul tetto massimo al prezzo del gas. Considerato che gran parte degli stati membri dipendono dalle forniture russe ed estere, ora a rischio, il segretario della Cisl si è augurato che si arrivi a una maggiore autonomia energetica. Nel frattempo su questo fronte, iniziano ad arrivare i primi dati sugli stoccaggi dei paesi europei e, sia la Germania che l’Italia, hanno raggiunto la soglia minima di riempimento per fronteggiare l’inverno.


Le priorità economiche e sociali dell’Italia

Sbarra ha poi annunciato che presenterà un’agenda con le priorità economiche e sociali che secondo la Cisl sono da adottare alla prossima legge di bilancio. In vista delle elezioni del 25 settembre e degli scontri politici di questi giorni che vedono protagonisti i candidati, il segretario li ha invitati a misurarsi con «proposte concrete». Le questioni che devono dominare il dibattitto sono il «lavoro, gli investimenti, il taglio delle tasse, l’accordo sulle pensioni, il rilancio delle competenze, la politica dei redditi e la coesione sociale». E aggiunge anche «l’attuazione del Pnrr», che divide le coalizioni in chi crede che sia giusto rivederlo e chi no. Tutto questo è finalizzato ad avere uno sguardo politico che sia di lungo termine. «Il lavoro – spiega ancora- non si crea per decreto, ma rilanciando e qualificando investimenti pubblici e privati, infrastrutture materiali e digitali, stabilizzazioni e assunzioni nel pubblico impiego, nella sanità, scuola, ricerca e università». E conclude: «La sfida è connettere la modernizzazione del Paese, a cominciare dagli obiettivi del Pnrr, con ambiziose condizionalità sociali che rilancino il lavoro dignitoso, ben contrattualizzato, retribuito e formato»

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