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La rivolta a Stromboli per il ritorno della troupe Rai dopo l’incendio: i residenti contro la ripresa della fiction sulla Protezione civile

Secondo il sindaco l’opposizione degli strombolani è dovuta innanzitutto all’atteggiamento avuto da viale Mazzini a proposito del rogo

I cittadini e l’amministrazione comunale dell’Isola di Stromboli si sono opposti alla prosecuzione delle riprese della fiction Rai sulla Protezione Civile che hanno scatenato il vasto incendio che lo scorso 25 maggio si è sviluppato sulle pendici del vulcano divorando 5 ettari di vegetazione e lasciando la montagna nuda. Il rogo aveva gettato le basi per il fiume di fango e pietre che, non trovando lo scudo di radici che normalmente previene questi fenomeni, ad agosto si è abbattuto sul centro abitato. Circa un centinaio di cittadini hanno espresso il loro dissenso nella riunione settimanale con il sindaco di Lipari (comune che raccoglie anche Stromboli) Riccardo Gullo. Il diniego, ha spiegato Gullo, «è motivato dall’atteggiamento da loro tenuto, a proposito dell’incendio, sia nei confronti della popolazione che dell’amministrazione comunale. Se dovessero cambiare atteggiamento, la possibilità di consentire nuove riprese sarà riproposta alla valutazione degli strombolani».


Il rogo, i danni, e la proposta di risarcimento

L’incendio era divampato a maggio mentre veniva girata proprio una scena in cui una casa viene avviluppata dalle fiamme, era sfuggito dal controllo della troupe, che pare non abbia atteso tutti i controlli necessari. In seguito al rogo che ha causato danni per circa 50 milioni di euro, il sito web Notiziario Eolie aveva proposto che un’altra fiction Rai in cantiere – Sorelle Eoliane – venisse girata nell’arcipelago per finanziare il risarcimento. Gli attori avrebbero dovuto essere tutti eoliani, e alla regia era stato proposto Paolo Sorrentino che già ha girato in quel territorio.


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