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Dopo il video con la mendicante rom, il leghista Di Giulio prova a difendersi: «Mi ha molestato, non sono razzista: la mia ragazza è nigeriana»

Di scusarsi il consigliere del Carroccio non avrebbe alcuna intenzione. Nè lo fa il suo partito, che condanna solo il «modo assolutamente sbagliato» con cui «ha sollevato un problema reale»

«Io razzista? La mia ragazza è nigeriana». Vuole chiudere in fretta la polemica nata intorno al suo video nel quale ha ripreso una donna di etnia rom intenta a mendicare. «Il 25 settembre vota Lega per non vederla mai più», diceva Alessio Di Giulio, consigliere della Lega al Quartiere 3 di Firenze. Intervistato da Giuseppe Cruciani e David Parenzo a La Zanzara su Radio24, dice: «Non mi sembra di aver usato tutta questa maleducazione, era fatto in maniera scherzosa, pure lei rideva». Poi Di Giulio racconta la sua versione: «Ero in piazza della Signoria a prendere un aperitivo con la mia fidanzata». A quel punto, la mendicante «ci ha inseguito fino a via Calzaiuoli. Lei «voleva i soldi, mi ha molestato, l’accattonaggio è illegale e io sono per la legalità». Della bontà di quanto sostenuto dal consigliere ne è convinto anche Mario Lolini. Il Commissario nazionale della Lega Toscana sostiene che il video di Di Giulio «solleva un problema reale ma lo fa in modo assolutamente sbagliato». Il problema è quello «dell’accattonaggio molesto e del racket» e, soprattutto nelle periferie, quello «degli accampamenti abusivi di rom e sinti, in cui si svolgono attività illegali». Dello stesso avviso è Federico Bussoli, che per la Lega è segretario a Firenze e capogruppo in Palazzo Vecchio. «Alessio lo conosco a livello personale ed è difficile dargli del razzista», spiega dicendo di averci parlato al telefono: «Mi ha specificato che il riferimento è al fenomeno dell’accattonaggio molesto» sostenendo anche «che se non fosse della Lega tutta questa polemica non ci sarebbe». Insomma, la colpa di Di Giulio sarebbe quella di aver trattato la questione dell’accattonaggio molesto con leggerezza, ma il vero «problema è che a oggi poco si fa o nulla su questo fenomeno».


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