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Piano Cingolani: quanto risparmiano le famiglie in un anno con i tagli al consumo

326 euro l’anno resterebbero in tasca abbassando i riscaldamenti, mentre con gli accorgimenti volontari se ne potrebbero risparmiare altri 410. Ecco come

Ieri è stato presentato il piano di risparmio energetico del governo. Secondo le stime, gli interventi dovrebbero consentire al Paese di bruciare 5,3 miliardi di metri cubi di gas in meno, a fronte di un consumo che normalmente si aggira tra i 70 e gli 80 miliardi di metri cubi. Di questi 5,3 – che sono comunque meno degli 8,2 che chiede l’Ue – circa 2,1 dovrebbero essere garantiti dai combustibili alternativi al gas, mentre 3,2 dovrebbero derivare dalle riduzioni dei consumi. Questo su base nazionale, ma per una famiglia media, quali sono gli effetti sul portafoglio dei sacrifici che il governo invita tutti i cittadini a fare? Qual è il risparmio in bolletta dato da docce brevi e tiepide, termosifoni a 19 gradi e accessi per un’ora in meno al giorno per 15 giorni all’anno in meno, e degli altri accorgimenti suggeriti nel piano?


Abbassare i riscaldamenti: 326 euro l’anno

Come spiega la Repubblica, i 3,2 miliardi di metri cubi di risparmio previsti dovrebbero arrivare tutti dalle limitazioni sui riscaldamenti. Questi potranno essere accesi 8 giorni dopo il normale avvio (qui abbiamo raccolto tutte le date) e dovranno essere spenti 7 giorni prima. Il periodo giornaliero di accensione verrà ridotto di un’ora, mentre la temperatura massima consentita passerà da 20 a 19 gradi. Il Mite stima che sia necessaria l’adesione del 79% delle famiglie per ottenere la cifra voluta. Ma quanto peseranno in bolletta questi accorgimenti? Secondo i dati Enea elaborati da la Repubblica, in un anno la famiglia media risparmierà 37 euro accendendo i riscaldamenti un’ora in meno al giorno. I 15 giorni annui di riduzione peseranno invece per 179 euro, mentre la differenza di temperatura dovrebbe lasciare circa 110 euro in più nel portafogli. A fine anno, quindi, ogni famiglia potrebbe trovarsi con 326 euro in più nel conto in banca.


Piccoli accorgimenti quotidiani: 410 euro l’anno

Ci sono poi le indicazioni, che i cittadini sono invitati a seguire su base volontaria. Ridurre la durata e la temperatura delle docce, ad esempio. Abbassare la fiamma del fornello o spegnerla del tutto dopo aver buttato la pasta. Usare lavatrici e lavastoviglie sempre a pieno carico, e non lasciare accese le spie dello stand-by sugli elettrodomestici. Secondo l’elaborazione, intervenire sulle docce sarebbe tra queste la misura più efficace. Consentirebbe infatti di risparmiare 252 euro l’anno a famiglia (equivalenti a 188 metri cubi di gas) se la riduzione di temperatura fosse di 3 gradi e quella di tempo di 2 minuti rispetto alla media. Dimezzare il numero di volte in cui si usano lavatrici e lavastoviglie dovrebbe portare a un risparmio di 127 euro l’anno, mentre abbassare la fiamma dei fornelli quando possibile garantirebbe una differenza di 12,5 euro all’anno. Infine, spegnere le luci dello stand-by avrebbe un impatto di 4,5 euro. E ancora, spegnere il forno negli ultimi 10 minuti di cottura porterebbe a un risparmio anno di 13,7 euro (33 metri cubi di metano). Con la collaborazione dei cittadini, quindi, il governo conta di risparmiare ulteriori 2,9 miliardi di metri cubi di gas.

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