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Usa, Steve Bannon sotto accusa a New York: di nuovo indagato per il progetto di costruzione del muro al confine con il Messico

L’allora consigliere dell’ex presidente Donald Trump si è consegnato questa mattina alla polizia di Manhattan. È accusato di riciclaggio di denaro e cospirazione

Stephen Bannon, l’allora braccio destro e consigliere dell’ex presidente Usa Donald Trump, si è consegnato alla polizia di Manhattan e già oggi, 8 settembre, dovrebbe rispondere alle accuse del procuratore distrettuale di riciclaggio di denaro (di primo e secondo grado) e cospirazione (di quarto grado). Il fascicolo di indagine a suo carico è collegato alla sua attività con We Build the Wall Inc., l’operazione di raccolta fondi istituita per aiutare Trump con la sua promessa di costruire privatamente una barriera lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico. Bannon, 68 anni, è stato visto entrare nell’ufficio del procuratore verso le 9 di mattina. Sceso sorridente da un Suv nero, si è rivolto alle decine di giornalisti e fotografi presenti: «È ironico. Lo stesso giorno in cui il sindaco di questa città invia una delegazione al confine, qui stanno perseguitando le persone per aver cercato di fermarle al confine», ha detto Bannon. Nessuna delle autorità competenti, invece, ha voluto commentare il caso.


Non è la prima volta che Bannon viene indagato in relazione al progetto di costruzione della barriera tra Usa e Messico. Nel 2020, i pubblici ministeri federali lo avevano accusato, insieme ad altre tre persone, di aver utilizzato parte delle donazioni ricevute in crow-funding per progettare il muro di confine per pagare spese personali. Secondo gli inquirenti, solo Bannon avrebbe usufruito di almeno un milione di dollari dei 25 raccolti dal gruppo, anche grazie al contributo di diversi attivisti conservatori, tra cui il figlio maggiore dell’ex presidente, Donald Trump Jr. Ma nel gennaio 2021, poco prima di perdere i suoi poteri presidenziali, Trump ha concesso la grazia al suo ex consigliere, impedendo alle autorità federali di portarlo in giudizio.


Il nuovo atto d’accusa statale contro Bannon mette in evidenza gli sforzi dei pubblici ministeri dello Stato di New York per accusare i destinatari di grazie federali che ritengono abbiano anche infranto le leggi statali. Il caso sarà portato avanti dal procuratore distrettuale di Manhattan Alvin Bragg e dal procuratore generale dello Stato, Letizia James. Se giudicato colpevole, Bannon potrebbe essere condannato fino a 15 anni di carcere. Il 22 luglio scorso è già stato condannato dal tribunale federale di Washington per oltraggio al Congresso, perché colpevole di aver disobbedito a un mandato di comparizione della Commissione d’inchiesta che da settimane indaga sull’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. Bannon, infatti, si è rifiutato di testimoniare e di fornire documenti utili all’indagine. Attualmente rischia da 20 giorni a due anni di carcere.

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