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Uccisa da una mina Olga Simonova, la 34enne di origine russa che aveva scelto di difendere l’Ucraina

Nel 2014, dopo l’annessione della Crimea, la donna si era unita all’esercito di Kiev

Una giovane donna di origine russa, che aveva scelto di combattere per la libertà dell’Ucraina. È morta in battaglia la sergente Olga Simonova, 34 anni, detta «Simba». Secondo l’agenzia di stampa ucraina Unian, la donna sarebbe stata uccisa da un ordigno esplosivo nella regione di Donetsk, nel Donbass. Nel 2014, Simonova – originaria di Chelyabinsk, nella zona orientale degli Urali – aveva rinunciato alla cittadinanza russa per trasferirsi a Kiev. Nei suoi primi anni in Ucraina, ha lavorato come paramedico in un’unità di volontariato, salvo poi diventare soldata nell’esercito ucraino. E proprio mentre prestava servizio per le forze armate di Kiev, Simonova ha ricevuto il passaporto ucraino e i gradi di sergente. «Provo vergogna verso il mio Paese», aveva dichiarato in un’intervista nel 2018. Quando viveva a Chelyabinsk, Simonova era un ingegnere e un’insegnante di diversi sport. Dopo l’annessione della Crimea, però, aveva deciso di fare le valigie, comprare un biglietto per Kiev e trasferirsi per sempre in Ucraina. Dall’inizio della guerra con la Russia, «Simba» ha preso parte ai combattimenti nella regione di Lugansk, nel Donbass. Secondo i giornalisti di Unian, agenzia di stampa ucraina, «Olya Simonova, che ha imparato bene la nostra lingua ,è un esempio di come ucraini non si nasce, ma si diventa».


Fonte foto di copertina: Unian


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