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Attentato contro i separatisti nel Lugansk, bomba sulla procura: uccisi il procuratore generale e la sua vice

Leonid Psechnik, capo dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk, ha accusato Kiev di aver organizzato l’attacco: «È uno Stato terrorista»

L’edificio della procura generale dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk, nella regione filorussa del Donbass, è stato colpito da una bomba. Secondo quanto si apprende dalle agenzie russe Interfax e Tass, l’esplosione sarebbe avvenuta proprio in prossimità o all’interno dell’ufficio del procuratore generale Sergei Gorenko, rimasto ucciso insieme alla sua vice Yekaterina Steglenko. L’attacco, secondo la milizia della Rpl citata da alcuni canali Telegram, sarebbe avvenuto nella tarda mattinata ora locale. I danni all’edificio, situato nel centro della città, sono visibili al livello del terzo piano. Il personale è stato evacuato. I funzionari del ministero delle Emergenze, la polizia e gli artificieri stanno lavorando sul posto. Lo riporta la Tass. Leonid Psechnik, capo dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk, ha accusato Kiev di avere organizzato l’attentato dinamitardo. L’attacco, ha detto sul suo canale Telegram, «prova che l’Ucraina, sotto la guida dell’attuale leadership, è uno Stato terrorista».


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