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Il capo della Protezione civile a Open: «Il sistema It-Alert è in fase di sperimentazione, e non si è perso tempo né denaro»

La lettera della Protezione civile in replica all’articolo sulla app di notifica degli avvisi di allerta

Riceviamo dal Capo del Dipartimento della Protezione civile questa risposta al nostro articolo sul sistema It-Alert che pubblichiamo integralmente:


Caro Direttore,


spiace constatare che nello scrivere l’articolo “IT-Alert, l’app della Protezione civile finanziata ma mai completata, che poteva salvare delle vite nell’alluvione delle Marche”, pubblicato a firma di Felice Florio, il redattore non si sia curato di contattarci per avere un riscontro a quanto da lui raccolto. La ricostruzione offerta ai suoi lettori risulta dunque parziale e anche semplicistica.

Se ci avesse contattato, avremmo potuto approfondire più nel dettaglio l’importanza centrale che riveste la completa e puntuale risoluzione di quelle questioni che nell’articolo vengono appena citate, cioè quelle relative alla sicurezza dell’infrastruttura tecnologica, all’individuazione dell’ambito di operatività e alla definizione della governance, per una efficiente e sicura gestione del sistema. Si tratta di questioni per nulla di secondo piano e che, se non affrontate, rischiano di generare, come probabilmente è avvenuto, una narrazione fuorviante.

Dall’insediamento di questa amministrazione, nel febbraio 2021, IT-Alert ha rappresentato una priorità, e da subito, unitamente al Servizio Nazionale della Protezione Civile, abbiamo lavorato per il superamento di quegli ostacoli che, purtroppo, in passato, non sono stati adeguatamente valutati e affrontati. Tant’è che nel recente decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 207, recante attuazione della Direttiva UE 2018/1972, relativo al Codice delle comunicazioni elettroniche, sono state, tra l’altro, inserite nuove definizioni del sistema e del messaggio IT-alert affinché ci fosse maggiore aderenza alla normativa UE e fossero superate le criticità emerse con riferimento al contesto di operatività. Stiamo inoltre lavorando alla messa in sicurezza dell’infrastruttura tecnologica, e, in stretto raccordo con Regioni e Comuni, all’adeguamento delle procedure di utilizzo. Questo perché evidentemente non basta solo una tecnologia che funzioni per poter definire un sistema efficace.

Come vede, si tratta di una importante accelerazione che ha portato al primo test di IT-Alert, già in occasione dell’esercitazione sull’Isola di Vulcano nello scorso mese di aprile, cui seguirà un nuovo test, nel mese di novembre, durante l’esercitazione nazionale che il Dipartimento sta organizzando in Sicilia e Calabria.

Capirà bene, dunque, che se il suo redattore ci avesse contatto, avrebbe potuto raccontare ai suoi lettori che non esiste alcuna “beffa dei soldi pubblici spesi” per IT-Alert. Così come non esiste la supposta “agitazione dei funzionari” relativa alle problematiche di carattere sindacale o alla responsabilità personale né le riportate “dinamiche spicciole di invidia”. Affermazioni queste, che gettano discredito su un’amministrazione e sull’intero Servizio Nazionale che, con spirito di abnegazione, si spende ogni giorno per la sicurezza dei cittadini.

Il Dipartimento continuerà la sperimentazione per dotare il Paese di un sistema di allertamento sempre più chiaro, efficiente e sicuro, e resta a disposizione Sua e del Suo giornale per ogni chiarimento, ritenendo che su questioni così serie e strategiche sia giusto e corretto, oltre che le proprie fonti, ascoltare chi rappresenta le istituzioni.

Fabrizio Curcio

Capo Dipartimento della Protezione Civile

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