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L’equipaggio di Virgin Atlantic potrà scegliere liberamente se indossare la divisa maschile o quella femminile. E’ la prima grande compagnia aerea a cambiare policy

Misure più inclusive anche per i passeggeri, che potranno specificare al check-in i loro pronomi e utilizzare il genere neutro sul biglietto

L’equipaggio, i piloti e il personale di terra di Virgin Atlantic potranno indossare la divisa con cui si sentono più a proprio agio, «indipendentemente dal loro genere, identità di genere o espressione di genere». Potranno quindi prescindere dal design originale ideato dalla stilista Vivienne Westwood, che prevedeva un tailleur rosso per le donne e un completo con pantaloni bordeaux per gli uomini e indossare ciò che preferiscono. Come riporta The Guardian, la decisione della compagnia aerea britannica è volta a riflettere la diversità della sua forza lavoro e a rafforzare la sua brandizzazione come azienda accogliente e inclusiva. E, infatti, si inserisce in un cambiamento più ampio della loro policy sull’identità di genere, sia nei confronti dell’equipaggio sia dei passeggeri. La compagnia ha annunciato che introdurrà la possibilità di scegliere il pronome con il quale si vuole essere identificati (i passeggeri potranno richiederlo al check-in) e permetterà ai sistemi di biglietteria di riconoscere i passaporti contrassegnati con il genere neutro – disponibili negli Stati Uniti, in India e in Pakistan -, in modo che le persone possano viaggiare utilizzando tale codice di genere e il titolo Mx. Inoltre, Virgin Atlantic avvierà una formazione obbligatoria sull’inclusività e organizzerà iniziative negli hotel delle destinazioni più difficili, come i Caraibi, dove alcune persone hanno incontrato più ostacoli.


«È molto importante consentire ai nostri dipendenti di abbracciare la propria individualità e di essere sé stessi al lavoro. Per questo motivo vogliamo permettere ai nostri dipendenti di indossare l’uniforme che meglio si adatta a loro e al loro modo di identificarsi e garantire che i nostri clienti siano chiamati con i loro pronomi preferiti», ha dichiarato Juha Järvinen, direttore commerciale di Virgin Atlantic. La compagnia ha coinvolto Michelle Visage, uno dei giudici del celebre reality show Ru Paul’s Drag Race, per promuovere la sua policy. Visage ha dichiarato che l’iniziativa era importante per lei anche sul piano personale: «Le persone si sentono responsabilizzate quando indossano ciò che meglio le rappresenta, e questa politica sull’identità di genere permette alle persone di abbracciare ciò che sono». La Virgin Atlantic non è la prima compagnia aerea a orientarsi verso una maggiore inclusività. La prima è stata Alaska Airlines che, ad aprile scorso, ha annunciato una collaborazione con la stilista Luly Yang per sviluppare una divisa gender-neutral che possa essere indossata da chiunque, anche se sembra non sia stata ancora realizzata. Poche settimane fa, invece, la compagnia australiana WestJet ha reso disponibile una nuova linea di uniformi ideata dal vincitore di Project Runway Australia e i dipendenti potranno scegliere quella con cui si sentono più a loro agio, oltre ad avere la possibilità di aggiungere sulla loro targhetta il pronome che preferiscono.


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