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Niente più taglio alle tasse dei ricchi, la sterzata all’ultimo di Liz Truss dopo il terremoto in Borsa

Dopo le proteste e il panico dei mercati finanziari, il governo britannico ci ripensa: saltano i tagli alle tasse per chi guadagna più di 150 mila sterline

Liz Truss fa marcia indietro. A dieci giorni dall’annuncio di una controversa manovra fiscale, il governo britannico ha deciso di non procedere con l’eliminazione dell’aliquota massima del 45% sui redditi più alti. La misura era parte di un pacchetto più ampio, da 45 miliardi di sterline, che la scorsa settimana aveva provocato il panico sui mercati finanziari e mandato a picco la quotazione della valuta britannica. Secondo Kwasi Kwarteng, ministro delle Finanze, il taglio delle tasse ai redditi più alti «ha messo in ombra la nostra missione di affrontare le difficoltà del nostro Paese. Per questo motivo, vi annuncio che non lo porteremo avanti», ha twittato Kwarteng. «Abbiamo capito, abbiamo ascoltato. Questo ci permetterà di concentrarci sull’attuazione degli elementi chiave del nostro piano di crescita. In primo luogo, il tetto ai prezzi dell’energia».


La marcia indietro di Truss e la paura dei mercati

I ripensamenti di Truss, in realtà, sono più altro che simbolici. I tagli alle tasse per i redditi oltre le 150 mila sterline pesavano solo 2 miliardi, sui 45 totali stanziati dal governo britannico. La misura però aveva scatenato un’ondata di indignazione popolare, dal momento che, in un contesto di forte difficoltà economica, favoriva soltanto la fascia più ricca della popolazione. Per il resto, il piano di Liz Truss contro il caro-energia resta intatto. A partire dagli sgravi fiscali, obiettivo irrinunciabile per la premier conservatrice. A scatenare la crisi finanziaria, e i malumori all’interno del suo stesso partito, è stato però un altro fattore: questo massiccio taglio delle tasse verrà finanziato ricorrendo a ulteriore debito. Una strategia che, in un contesto di alta inflazione, ha sollevato qualche perplessità sui mercati finanziari. La sterlina è crollata ai minimi storici, mentre i tassi di indebitamento del governo britannico hanno raggiunto il livello più alto dalla crisi del 2009, costringendo la Banca d’Inghilterra a intervenire per stabilizzare i tassi.


Il dibattito politico, poi, ha fatto il resto. Una fetta sempre più importante dei Tories ha iniziato a ipotizzare una sfiducia di Liz Truss, insediatasi a Downing Street soltanto un mese fa. I sondaggi, infatti, mostrano un significativo calo di popolarità dei conservatori e, di conseguenza, un aumento di preferenze per i laburisti. In un’intervista alla Bbc andata in onda questa mattina, il ministro Kwarteng ha escluso fermamente la possibilità che lui o la premier si dimettano. Il cambio di rotta annunciato in queste ore dal governo britannico sembra aver già sortito i primi effetti. I tassi dei titoli di Stato sono tornati a scendere. Il rendimento dei 10 anni cala di 8 punti al 3,99%, mentre quello sui 30 anni scende al 3,76%.

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