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Il campione olimpico Fausto Desalu si schiera con Paola Egonu: «Dispiace che nel 2022 accadano ancora episodi di razzismo, non è giusto»

Il velocista vincitore dell’oro nella staffetta 4×100 a Tokyo 2020: «A me non è mai successo, ma mi avevano messo in guardia. La pallavolo però è uno sport di squadra, non come l’atletica: si perde o si vince tutti insieme»

Anche il velocista Fausto Desalu, vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020 nella staffetta 4×100 con Lorenzo Patta, Marcell Jacobs e Filippo Tortu, si schiera senza se e senza contro il razzismo e dalla parte della campionessa italiana Paola Egonu, a seguito dello sfogo di ieri, 15 ottobre, in cui l’atleta ha annunciato che starebbe pensando di lasciare la Nazionale di pallavolo. «Purtroppo nel 2022 accadono ancora certe cose e dispiace. Non è giusto: Paola è italianissima, è nata qui, ha le nostre radici, è solo un po’ più “abbronzata”», ha dichiarato il velocista in un’intervista all’Ansa, cercando di smorzare con un pizzico di ironia, ma altrettanta amarezza, quanto accaduto. «A me non è mai successo, sono fortunato – ha aggiunto -. Sono cresciuto in un paese in provincia di Mantova con poco più di 800 abitanti e non ho mai avuto problemi, però in tanti mi dicevano che li avrei avuti se mi fossi trasferito altrove, in una località più grande». E il velocista prosegue: «Per ora non è accaduto, anche se mi sono preparato mentalmente». E tornado sul caso Egonu, Desalu ha voluto esprimere la propria solidarietà alla pallavolista: «Capisco che abbia sentito molta pressione su di sé, e in ogni caso non è giusto prendersela con lei quando si perde: la pallavolo è uno sport di squadra, non è come l’atletica: si perde o si vince tutti insieme».


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