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Zelensky tiene il punto: «Negoziati di pace? Solo se i russi si ritireranno oltre i confini del 1991»

Il presidente ucraino intervistato dalle tv canadesi ha ribadito le condizioni per sedersi al tavolo delle trattative. Alla comunità mondiale: «Reagisca al ricatto nucleare russo»

«Se i russi vogliono negoziare, devono restituirci il nostro territorio, ritirarsi oltre i confini internazionalmente riconosciuti del 1991». Tiene il punto Volodymyr Zelensky in un’intervista rilasciata alle tv canadesi Ctv e Cbc, e citata dall’agenzia di stampa Unian. Il presidente ucraino ribadisce le condizioni che lo porterebbe al tavolo delle trattative con Putin, facendo chiaro riferimento alla restituzione della Crimea. «Per parlare dobbiamo tornare al momento in cui i nostri Stati hanno parlato, cioè prima della guerra, fino al 2014». Zelensky ha poi rivolto il discorso alla comunità mondiale: «Dovrebbe agire più attivamente per sbarazzarsi del ricatto nucleare russo, in particolare liberando la centrale nucleare di Zaporizhzhia dagli invasori russi». E ancora: «Abbiamo a che fare con terroristi. Non dovremmo soddisfare le loro condizioni. Dovremmo dimostrare che il mondo è più forte di qualsiasi terrorista e voi, terroristi, soddisferete le nostre condizioni per sederci al tavolo dei negoziati». Nel consueto videomessaggio serale alla nazione diffuso su Telegram, Zelensky ha ribadito la forza e la tenacia dei militari ucraini: «I propagandisti russi mentono quando affermano che questo terrore contro le nostre infrastrutture e le persone può in qualche modo rallentare le azioni attive dei nostri militari o creare qualche tipo di difficoltà. Gli ucraini sono uniti e sanno per certo che la Russia non ha alcuna possibilità di vincere questa guerra». E infine: «Le nostre forze di difesa ricevono tutto ciò di cui hanno bisogno per proteggere lo stato e ogni giorno, sottolineo, ogni giorno, vanno avanti».


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