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Salvini torna a chiedere «la castrazione chimica per chi violenta i bambini»

Nel 2019 l’allora ministro dell’Interno si scontrò con il M5s, contrario all’introduzione della pena nel Codice rosso. Unico sostegno per il Carroccio arrivò da Fratelli d’Italia

Matteo Salvini è tornato a invocare la castrazione chimica per punire i reati di violenza sessuale contro i minori, un tema che già nel Conte I aveva scatenato durissimi scontri con il M5s, all’epoca alleati di governo. Prendendo spunto dalla vicenda avventa a Modena, dove un 26enne è stato arrestato con l’accusa di aver violentato la figlia di 6 anni della sua convivente, come riporta Il Resto del Carlino. Sui suoi canali social, il ministro delle Infrastrutture torna a spingere perché chi commette questo tipo di reati non debba solo finire in carcere, «ma deve essere messo in condizione di non compiere mai più una bestialità del genere, come accade in altri Paesi europei, dove la castrazione chimica è già sperimentata da anni». Parole simili a quelle che l’allora ministro dell’Interno nel 2019 scriveva dopo una vicenda analoga avvenuta a Viterbo, invocata anche da Casapound. In quell’occasione, il M5s e Luigi Di Maio si scontrarono duramente con l’alleato leghista: «Io non ci sto a prendere in giro i cittadini e le donne che hanno paura della violenza con il tema della castrazione chimica: per come è scritta si applicherebbe solo a casi meno gravi e sarebbe volontaria. Io e il M5s andremo avanti a raccontare la verità: non si possono fare facili slogan come fa Casapound che poi si trova propri consiglieri coinvolti in un caso di violenza di gruppo». Lo scontro nell’aprile 2019 si era già consumato alle Camere, con la Lega costretta a stralciare la possibile castrazione chimica dal Codice rosso sulla violenza sulle donne, sostenuta solo da Fratelli d’Italia.


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