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Cop27, il giorno di Biden: «Un errore uscire dagli Accordi di Parigi. Faremo la nostra parte per evitare l’inferno climatico»

Il faccia a faccia con Al Sisi a margine del vertice: «Continuare il dialogo sui diritti umani»

«Faremo la nostra parte per evitare l’inferno climatico». Questo l’impegno preso dal presidente americano Joe Biden nel suo discorso alla Cop27, la conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite e che quest’anno si svolge a Sharm El-Sheikh, in Egitto. «Lottare contro il cambiamento climatico è imperativo – ha aggiunto il leader Usa – La crisi climatica riguarda la sicurezza umana, economica e sociale. Bisogna agire con urgenza». Proprio per questo, Biden ha chiesto scusa per il ritiro degli Usa dall’Accordo di Parigi del 2015, una decisione presa dal suo predecessore Donald Trump, con cui nei giorni scorsi si è rinnovato il duello “per procura” nelle elezioni di MidTerm. Proprio per seguire da vicino la battaglia chiave per il controllo del Congresso, il presidente Usa aveva scelto di posticipare a oggi il suo arrivo a Sharm El-Sheikh: gli altri maggiori leader mondiali hanno partecipato all’apertura della Cop27 tra lunedì e martedì.


«L’impegno degli Usa sul clima è incrollabile»

«Il mio impegno sul clima è incrollabile: gli Stati Uniti raggiungeranno gli obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030», ha scandito Biden per rafforzare il senso del cambio di rotta. In questa chiave, Biden ha rivendicato l’approvazione dell’Inflation Reduction Act, il maxi-piano di finanziamenti approvato dal Congresso americano quest’estate e che rappresenta «il più grande pacchetto di investimenti climatici della storia degli Stati Uniti». Il presidente Usa si è poi ricollegato a uno dei temi più dibattuti di questa Cop: i fondi per l’adattamento climatico da destinare ai Paesi più vulnerabili. Dal palco di Sharm El-Sheikh, Biden ha annunciato che gli Stati Uniti raddoppieranno i fondi per l’adattamento climatico dei Paesi africani, passando da 75 a 150 milioni annui. L’inquilino della Casa Bianca ha ricordato l’impatto della guerra in Ucraina, che «accresce l’urgenza» di abbandonare i combustibili fossili. «Stiamo vivendo un periodo difficile – ha ammesso – E la guerra brutale della Russia contro l’Ucraina ha esacerbato la crisi alimentare».


Faccia a faccia con Al-Sisi

Prima di salire sul palco della Cop27, Biden ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi. «Abbiamo lanciato una strategia per i diritti umani in Egitto e abbiamo un comitato presidenziale che esaminerà le liste di persone che meritano la grazia», ha annunciato Al-Sisi nel corso dell’incontro. Biden ha risposto confermando che Stati Uniti ed Egitto sono impegnati a «continuare il dialogo sui diritti umani», e ha colto l’occasione per ringraziare il governo egiziano per aver «parlato con forza alle Nazioni Unite sulla guerra della Russia contro l’Ucraina». Anche Al-Sisi si è detto soddisfatto dell’incontro e ha assicurato che tra i due Paesi «c’è una convergenza di visione su diverse questioni».

Dialogo in salsa egiziana

La «strategia» per i diritti umani non è l’unico annuncio fatto da Al-Sisi durante l’incontro con Biden. Il presidente egiziano ha anche rivendicato l’iniziativa di «dialogo nazionale» con le forze di opposizione. Secondo l’ong Eipr – per cui lavora anche Patrick Zaki – sono stati circa 800 i detenuti politici rilasciati quest’anno in Egitto in seguito alla ripresa del «dialogo» con l’opposizione. L’iniziativa lanciata da Al-Sisi, però, ha escluso la Fratellanza musulmana, messa al bando come organizzazione terrorista nel 2013 e comunque non interessata a dialogare. L’abuso di diritti umani in Egitto è una delle cause che ha spinto diverse associazioni ambientaliste a boicottare Cop27 e chiedere alle Nazioni Unite di trovare una location alternativa per la conferenza sul clima.

Foto di copertina: EPA | Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden interviene alla Cop27 a Sharm El-Sheikh (11 Novembre 2022)

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