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Omicidi escort a Roma, la telefonata alla polizia da un parente stretto di De Pau. La sorella: «I fatti parlano da soli»

L’uomo, un 51enne italiano con precedenti penali, è stato bloccato questa mattina e interrogato in questura perché fortemente sospettato dei tre femminicidi

«I fatti parlano da soli, non sono io a dover parlare». Così ha risposto la sorella di Giandavide De Pau – l’uomo bloccato questa mattina dalla polizia di Roma e sospettato del triplice femminicidio nel quartiere Prati – alla domanda se fosse stata lei a chiamare le forze dell’ordine. «Io non posso dire nulla, non voglio dire nulla perché sto male e non ho intenzione di parlare», ha aggiunto la donna mentre usciva di corsa dal suo appartamento a Primavalle, a Roma. Nelle scorse ore si era fatta largo l’ipotesi che fosse stata proprio la segnalazione di un parente stretto a portare la Polizia verso il nome di De Pau. Il 51enne italiano – con precedenti penali, tra cui un’accusa di violenza sessuale – è stato fermato questa mattina fuori da un appartamento in zona Primavalle. «Mai visti giri strani, non so chi sia», ha raccontato all’Ansa uno degli abitanti della zona. Ciò che sembra emergere dalle prime testimonianze è che De Pau non vivesse stabilmente in quell’appartamento – forse appartenente alla sorella – ma che si vedesse passare ogni tanto. L’uomo si trova ora in stato di fermo e questa mattina è stato portato in questura per essere interrogato.


Foto di copertina: ANSA / MASSIMO PERCOSSI | Uomini della scientifica eseguono i rilievi nel palazzo in via Augusto Riboty dove due donne sono state trovate morte (Roma, 17 novembre 2022)


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