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Omicidi escort a Roma, cosa non torna tra le amnesie e i deliri di De Pau: «l’uomo nero» dietro di lui, le estorsioni e il suo boss che si fingeva pazzo

Giandavide De Pau, detto «Davide il biondo», è stato a lungo stretto collaboratore del boss Michele Senese. Nel suo lungo curriculum criminale, ci sono anche casi di tentato stupro su una prostituta

Sono ancora diversi i punti oscuri nella strage delle tre escort al quartiere Prati di Roma nonostante l’interrogatorio fiume di Giandavide De Pau, sentito di fatto per tutto il giorno ieri 19 novembre fino al fermo e al trasferimento nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di triplice omicidio aggravato. Il 51enne con un passato nella mala romana con il clan del boss Michele Senese, già in cura psichiatrica dopo un’aggressione sessuale e al Sert per la dipendenza della cocaina, non ha spiegato perché ha aggredito la trans Martha Castano Torres in via Durazzo, e poi una escort cinese 25enne poco distante in via Riboty, oltre che la maîtresse di 45 anni che avrebbe tentato di soccorrere la ragazza.


Le amnesie

De Pau anzi sostiene di non ricordare nulla dell’incontro con la colombiana, come riporta il Corriere della Sera, ma di quel momento ci sarebbero le immagini delle telecamere della zona che lo confermano in via Durazzo poco prima del delitto. Da quanto ricostruito però dagli inquirenti, De Pau lo scorso mercoledì aveva dormito da una prostituta cubana in via Milazzo, vicino la stazione Termini. La ragazza sarebbe stata amica di Castano Torres, con cui avrebbe combinato un incontro il giorno dopo. Agli inquirenti ha raccontato passaggi confusi e a tratti deliranti del suo arrivo nell’appartamento delle due cinesi. Lì avrebbe visto un «uomo nero», ha accennato alla presenza di «un altro uomo, forse anche lui un cliente, forse sa cosa è successo», riporta il Messaggero. Nella casa in via Riboty ricorda «solo il sangue, tantissimo. Ho provato a salvare quella donna, a tamponare la ferita che aveva alla gola, ma è stato inutile». Ha parlato di una sorta di «blackout», che lo ha portato ancora sporco di sangue a correre «in mezzo alla strada, avevo le mani completamente sporche di sangue. Fermavo le auto, ho vagato per due giorni senza mangiare e senza dormire».


Le estorsioni

Tra i punti da chiarire c’è poi la scelta delle tre vittime. Gli accertamenti della polizia confermano che De Pau fosse un frequentatore abituale di prostitute. Il fatto che escluda responsabilità sull’omicidio di Castano Torres fa sospettare gli inquirenti che invece i due si conoscessero già, aprendo così all’ipotesi che il gesto di De Pau non possa essere considerato solo come il raptus di una persona con problemi mentali e di dipendenza dalla droga. Un’ipotesi che potrebbe essere chiarita nei prossimi giorni è che De Pau estorcesse denaro alle prostitute. Dietro le aggressioni e quella furia omicida potrebbe quindi esserci la mancata riscossione delle cifre pretese dal 51enne, andato lì non solo per consumare rapporti sessuali.

I precedenti

Stretto collaboratore del boss Michele Senese, detto «o’ pazzo» per le perizie compiacenti che riusciva a ottenere che gli permettevano di andare in manicomio anziché in carcere, De Pau detto Davide «il biondo» era stato già arrestato nel 2006 per il tentato stupro di una 22enne brasiliana in un appartamento ai Parioli. Lì si era finto un idraulico che doveva fare delle riparazioni. In un’altra occasione era stato sorpreso a sparare con un fucile carico a piombini contro alcune prostitute di Primavalle. Ma nel ricco fascicolo del processo in cui è imputato per droga, estorsione, lesioni, tentato omicidio e reati connessi, ci sono anche intercettazioni che dimostrerebbero come De Pau fosse a conoscenza delle indagini a suo carico, ma questo non sembrava fermare la sua attività criminale. In particolare sul fronte delle estorsioni, come emerge da un’intercettazione in auto del 4 marzo 2014, quando minacciava ritorsioni contro i debitori: «Poi scateno addosso l’inferno, perché poi vi faccio vedere… i morti li ho fatti solo io… non me ne frega un c… Me se cambia la testa, capito? Dopo divento freddo, non mi altero più… Dopo prendo e faccio in modo che la gente muoia, perché muoiono… muoiono di crepacuore, de coso e… devono morì, devono pagare».

L’arma del delitto

Resta da trovare l’arma del delitto, da subito individuata come un’arma da taglio di tipo stiletto, quindi un pugnale o comunque un’arma da punta e non da taglio, con cui il killer avrebbe potuto uccidere in pochi istanti. È stata sequestrata invece la Toyota Yaris a noleggio trovata parcheggiata venerdì notte dai carabinieri vicino casa della madre di De Pau, doveva provato a trovare rifugio. Ma proprio dai suoi parenti stretti sarebbero partite le segnalazioni alla polizia, con l’indicazione anche dei sedili sporchi di sangue.

Foto copertina: ANSA/LA7 | Giandavide De Pau, al centro con la camicia bianca, accanto al boss Michele Senese in un’immagine agli atti dell’inchiesta «Mondo di mezzo»

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