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Processo Rigopiano, chiesti 12 anni all’ex prefetto di Pescara: «Tragedia frutto di gravi omissioni e interessi clientelari»

24 Novembre 2022 - 15:50 Redazione
The ruins of Hotel Rigopiano, in a photo of 26 January 2017. The last two bodies of people missing from the avalanche-hit Rigopiano Hotel near the Abruzzo town of Farindola were retrieved by firefighters in the night between Wednesday and Thursday, raising the final death toll from last week's disaster to 29. Eleven survived the disaster. Nine, including all four children at the four-star hotel, were pulled out alive from the rubble and snow by rescue teams. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO
La procura ha chiesto la condanna a 6 anni e 11 mesi anche per l'ex presidente4 della provincia e 11 per l'ex sindaco di Farindola
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La Procura di Pescara ha chiesto la condanna dell’ex Prefetto di Pescara Francesco Provolo a 12 anni, dell’ex presidente della Provincia Antonio Di Marco a 6 anni, e al sindaco di Farindola Ilario Lacchetta a 11 anni e 4 mesi. Tutti e tre, assieme ad altri tecnici comunali e dirigenti pubblici, sono accusati a vario titolo di omicidio, disastro colposo e lesioni nel processo per la tragedia di Rigopiano, la valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l’hotel abruzzese e causò la morte di 29 persone. Alla provincia di Pescara la procura contesta di non aver sgomberato dalla neve la strada provinciale 8 per permettere agli ospiti dell’hotel Rigopiano di andare via dal resort. Al sindaco Lacchetta, invece, viene contestato di non aver messo in atto il Piano d’emergenza e di non aver evacuato l’hotel per tempo. La tesi sostenuta dal pm Andrea Papalia è questa: i ritardi da parte della prefettura di Pescara nel coordinamento dei soccorsi e le inadempienze del comune e della provincia avrebbero giocato un ruolo determinante nella tragedia di Rigopiano. «L’intera vicenda – ha spiegato Anna Benigni, altra pm che rappresenta l’accusa – è il frutto di gravi omissioni da parte di Comune, Provincia, Regione e Prefettura, e responsabilità da parte di una classe dirigente protagonista di malgoverno e impegnata a soddisfare interessi clientelari invece che quelli dei cittadini». Secondo l’accusa, a Rigopiano «si è assistito al fallimento del sistema di Protezione civile».

Tutte le richieste di condanna

I tre imputati indicati sopra (ex prefetto, ex presidente di provincia e sindaco) non sono gli unici per cui la procura ha chiesto una condanna. Questo l’elenco completo richiesto dall’accusa: per l’ex Prefetto Francesco Provolo 12 anni, per i dirigenti della Prefettura Leonardo Bianco 8 anni, Ida De Cesaris 9 anni. Per il sindaco Ilario Lacchetta sono stati chiesti 11 anni e 4 mesi come per il dirigente comunale Enrico Colangeli. Per i dirigenti della provincia di Pescara Paolo D’Incecco e Maurio Di Blasio 10 anni, mentre per l’ex presidente Antonio Di Marco la richiesta è di 6 anni. Per i dirigenti regionali Carlo Giovani, Pierluigi Caputi, Emidio Primavera, Sabatino Belmaggio, Carlo Visca 5 anni, 7 per Vincenzo Antenucci. Per gli ex sindaci del comune di Farindola Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico 6 anni, per Bruno Di Tommaso, gestore dell’hotel, 7 anni e 8 mesi. Pene di 4 anni per il geologo Luciano Sbaraglia. Per i dirigente provinciali: 4 anni per Giulio Honorati. 3 anni per Tino Chiappino, 2 per Andrea Marrone, un anno per il tecnico Giuseppe Gatto. Sul fronte del depistaggio in Prefettura: 2 anni e 8 mesi per Daniela Acquaviva e Giulia Pontrandolfo, 2 anni per Giancarlo Verzella. Chiesta l’assoluzione per Antonio Sorgi e i funzionari della Prefettura Salvatore Angieri e Sergio Mazzia. Per la Gran Sasso Resort – e, di conseguenza, per l’imprenditore Paolo Del Rosso – la richiesta è di 200 mila euro.

Foto di copertina: ANSA / ALESSANDRO DI MEO | I resti dell’hotel Rigopiano in una foto del 26 gennaio 2017

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