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La ministra Calderone e la riforma del reddito di cittadinanza: «Per chi ha in famiglia disabili, minori, anziani non cambierà nulla»

La responsabile del Welfare: nuovi strumenti in arrivo nel 2024 per la lotta alla povertà

«Andremo per gradi. Il governo non ha intenzione di dimenticare chi ha necessità di un sostegno economico». La ministra del Welfare Marina Calderone spiega così oggi in un’intervista al Corriere della Sera cosa vuole fare l’esecutivo con il reddito di cittadinanza. Le nuove regole nella legge di bilancio prevedono lo stop per gli occupabili entro otto mesi e la sostituzione del sussidio nel 2024. Secondo Calderone «la scelta di una soluzione ponte sul 2023 va in questa direzione: intervenire subito sugli occupabili per portarli a rientrare nel mondo del lavoro mentre si lavora a una riforma organica delle politiche attive e dei centri per l’impiego, riformulando nel contempo le misure di lotta alla povertà». Mentre per chi ha in famiglia disabili, minori, anziani «non cambierà nulla nel 2023 e si troveranno strumenti idonei nel 2024». Riguardo il ritorno dei voucher, Calderone sostiene che «la flessibilità è diversa dalla precarietà. Non si può dire che aver aumentato il plafond da 5 a 10 mila per azienda per l’utilizzo di prestazioni occasionali, tracciate, aumenti la precarietà. Esistono esigenze, in particolari settori, che richiedono un aumento di manodopera che in questo modo restano nell’alveo della legalità. Piuttosto, guardiamo a come sono gestiti quei rapporti di lavoro e se ci sono opportunità per proseguire una esperienza aziendale. Le nostre azioni si muoveranno verso il contrasto al lavoro sommerso e al monitoraggio degli appalti, soprattutto in alcuni settori».


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