Caso Soumahoro, Fratoianni: «Quando l’abbiamo candidato non c’era alcun profilo illecito». Bonelli: «Sono turbato, ma non si fanno processi ex post»

Secondo gli esponenti di Sinistra Italiana e Verdi la questione è politica e non giudiziaria

«Un cortocircuito problematico». Così il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, definisce il caso Soumahoro che vede il deputato Aboubakar al centro del dibattito pubblico a seguito dell’apertura dell’inchiesta di Latina su presunte violazioni dei diritti dei lavoratori da parte di Marie Thérèse Mukamitsindo e Liliane Murekatete, rispettivamente sua suocera e sua moglie. Così come l’esponente dei Verdi Angelo Bonelli, anche Fratoianni torna a ribadire di non pentirsi della candidatura di Soumahoro. A Mezz’ora In Più conferma che all’epoca venne avvisato, ma che di fronte alla richiesta di ulteriori spiegazioni non era stato tratteggiato alcun profilo illecito. «Se qualcuno trova profili illeciti ha il dovere di dirlo alla procura, non c’è stato seguito e siamo andati avanti sulla candidatura», dice il segretario di SI, secondo il quale il tutto avrebbe avuto origine in questioni più politiche che giudiziarie. «C’è uno scontro politico che da anni si sviluppa in particolare nel foggiano su quel fronte ma non mi furono segnalati elementi di un profilo problematico. Quelle questioni riguardano le dinamiche politiche e non erano sufficienti per decidere di non mettere in campo una candidatura».


Bonelli: «C’è una destra che specula»

Anche Bonelli ritiene che, al momento, il caso Soumahoro sia prettamente politico. «Il 10 agosto 2022 abbiamo presentato la candidatura di Aboubakar e le liste sono state presentate il 21 agosto successivo. Se qualcuno doveva segnalare un profilo illecito poteva farlo», premette per poi specificare che nessuno aveva posto il problema. «Era una personalità molto sostenuta dal mondo della cultura che ha fatto delle battaglie anche molto importanti, ora fare un processo ex post non è corretto: dire “potevate sapere” non è corretto perché chi sapeva doveva dirlo e non intervenire successivamente per dire “ah ma è un personaggio particolare”», spiega Bonelli. A suo dire, è fondamentale sottolineare che in tutto questo «c’è una destra che specula». E conclude dicendo: «Vivo con grande turbamento questa fase in cui c’è una questione di opportunità politica e siamo chiamati a essere estremamente rigorosi».


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