Minacce a Meloni e sua figlia, Conte rompe il silenzio: «Condanna senza se e senza ma: so cosa significa»

Dopo le polemiche per le dichiarazioni del leader M5s a Scampia sulla «disperazione che può diventare rabbia» per chi perde il Reddito di cittadinanza, il leader M5s ha voluto condannare le minacce subite dalla premier

«Una ferma condanna, senza se e senza ma, per minacce che sono arrivate alla premier e a sua figlia». Con queste parole il leader del M5s Giuseppe Conte rompe il silenzio sulle intimidazioni arrivate alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e sua figlia Ginevra da parte di un 27enne, disoccupato, della provincia di Siracusa in merito alle decisioni prese dal governo sul Reddito di cittadinanza. Il primo sostenitore del Rdc, a margine di un evento a Torino, ha inoltre sottolineato di sapere «cosa significa» ricevere minacce in merito alle decisioni prese. «Quando ero presidente del Consiglio – continua Conte – ho ricevuto tante minacce in particolare durante l’emergenza pandemica». L’account di Fratelli d’Italia questa mattina, mercoledì 7 dicembre – aveva pubblicato un post di denuncia su alcune minacce ricevute da Giorgia Meloni: «Ci vuole la morte di lei e sua figlia», «Finirai per far uccidere te e tua figliasporca p**** di m*** non lo togliere il rdc perché muori brutta t*** infame», si leggeva nei tweet. La polizia dopo aver identificato l’autore ha aperto un fascicolo nei confronti del giovane per violenza privata aggravata nei confronti del presidente del Consiglio. Nella prima tappa del tour del 2 dicembre scorso, proprio per difendere la misura del Reddito di Cittadinanza, il leader del M5s aveva sottolineato come le difficoltà economiche sarebbero potute sfociare «in rabbia e gesti estremi». «Saremo nelle piazze di tutta Italia per canalizzare e offrire rappresentanza politica alla disperazione della gente. Evitiamo che le difficoltà economiche sfocino in rabbia e gesti inconsulti», aveva detto a Scampia.


La denuncia del leader del M5s arriva dopo l’esortazione da parte di molti esponenti politici che chiedevano a Giuseppe Conte di condannare il gesto. Per il ministro per i rapporti del Parlamento, Luca Ciriani «esiste un limite che non andrebbe mai oltrepassato: il rispetto della vita umana. Le minacce di morte rivolte a Giorgia Meloni e alla piccola Ginevra sono oscene. Chi le ha pronunciate dovrebbe vergognarsi, ma ancora di più dovrebbero vergognarsi quei leader politici che soffiano sul fuoco della protesta violenta. Ci aspettiamo condanne ferme da parte di tutti, partendo da Giuseppe Conte». Alla denuncia di Ciriani si era aggiunta anche quella del sottosegretario al Mur Augusta Montaruli, secondo cui è «particolarmente grave è l’atteggiamento di chi, come Giuseppe Conte e il suo Movimento 5 Stelle, da un lato sta aizzando le piazze e dall’altro non ci pensa minimamente a prendere le distanze da toni e posizioni violente. A questo punto è lecito pensare che tale silenzio reiterato non sia casuale, ma voluto e compiacente». E poi:«Oggi Conte sarà a Torino e Milano: mi auguro che oltre a lanciare invettive contro la maggioranza, il leader del M5s racconti al Nord perché in 4 anni al governo lui e il Movimento non sono riusciti a evitare che il reddito di cittadinanza si rivelasse una misura fallimentare. Gli dica perché il suo strumento non offre prospettive di emancipazione, di miglioramento delle prospettive di vita, a chi pure è nelle condizioni di lavorare», ha concluso.


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