«Nuovi lanciarazzi Grad nella centrale nucleare di Zaporizhzhia», la denuncia ucraina. La strategia russa sulla centrale

I media ucraini sospettano che l’arrivo di altra artiglieria nell’impianto serva a sferrare attacchi sulle città vicine, sfruttando la centrale come “rifugio” dal possibile fuoco di ritorno

Aumenta la copertura militare delle forze russe nella centrale nucleare di Zaporizhihia, dove secondo l’operatore di energia atomica ucraina, Energoatom, sarebbero stati pizzati sistemi lanciarazzi Grad accanto alle unità di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito, vicino al sesto reattore della centrale. Come riferisce Kyiv Independent, i lanciarazzi servirebbero all’esercito russo per colpire le città di Nikopol e Marhanets, che si trovano sull’altra sponda del fiume Dnipro. In questo modo, i russi sfrutterebbero il reattore e il magazzino del combustibile come “rifugio” dal possibile fuoco di ritorno della difesa ucraina. Da settimane su quel fronte, Kiev e Mosca si rimpallano la responsabilità di raid ai danni della centrale. Accuse destinate ad aumentare nei prossimi giorni, alla luce dei nuovi armamenti e potenziali attacchi dallo stesso luogo dell’impianto. Già in passato nell’impianto nucleare più grande d’Europa, i russi avevano costruito altre strutture difensive vicino al sesto reattore, violando in questo modo le regole di sicurezza, come avevano anche sottolineato gli ispettori dell’Aiea. L’agenzia Energodar denuncia poi che «fin dall’inizio i russi hanno collocato lì personale, equipaggiamento militare, armi ed esplositivi, minando il territorio della stazione e le strade di accesso ad essa». La scorsa settimana, il capo ell’Aiea, Rafael Grossi, aveva detto di sperare in un accordo entro la fine dell’anno tra Russia e Ucraina sulla protezione della centrale. Obiettivo sempre più complicato dall’aumento di armi e artiglieria dentro l’impianto di Zaporizhzhia.


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