Casamicciola, Natale in hotel per centinaia di sfollati della zona rossa

Il capo della Protezione civile Campania ha puntato il dito contro il cambiamento climatico: «Gli eventi dello scorso 26 novembre si ripeteranno»

A un mese dal nubifragio e dalla frana che ha sconvolto Casamicciola lo scorso 26 novembre – e provocato 12 vittime -, gli sfollati della zona rossa non potranno tornare a casa e saranno costretti a trascorrere il Natale in hotel, lontano dalle loro abitazioni. L’annuncio è arrivato durante la conferenza stampa con il commissario all’emergenza Giovanni Legnini, la Protezione Civile regionale, la commissaria prefettizia di Casamicciola Simonetta Calcaterra e il prefetto Claudio Palomba, in cui sono stati presentai gli esiti dello studio sulla fragilità del territorio e sulle zone a maggior rischio. Troppo presto però per dare il via libera al rientro in casa degli sfollati – circa 400 quelli ospitati nelle strutture alberghiere nei giorni successivi alla tragedia: è necessario che venga prima eseguita l’elaborazione dell’indice di pericolosità del territorio per poter decidere chi di loro potrà tornare a casa e chi invece dovrà restarne lontano, operazione che potrebbe avvenire entro la fine dell’anno. Subito dopo Natale è prevista la valutazione finale anche per le scuole rimaste chiuse poiché in zone a rischio. Altra questione da affrontare, è poi lo smaltimento e risistemazione della massa fangosa che ha travolto le abitazioni e riempito le strade, che avverrà solamente quando verrà elaborato un piano di riutilizzo.


L’allarme della Protezione civile regionale

Durante la conferenza stampa è stata anche presentata la valutazione della Protezione civile regionale. In alcuni punti la frana ha scavato solchi profondi fino a 7,5 metri sui fianchi dell’Epomeo ed in altre zone si è registrato un innalzamento del suolo, per effetto del fango, pari a tre metri di altezza. «Gli eventi dello scorso 26 novembre si ripeteranno», ha scandito il capo della Protezione civile campana Italo Giulivo, che ha puntato il dito contro il cambiamento climatico, «la zona alta di Casamicciola è chiaramente a rischio e non è sicuro abitarci».


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