Beccaria, presi gli ultimi due ragazzi in fuga: erano a casa di un pregiudicato. Il quinto accompagnato ieri in questura da Majorino

Gli agenti si sono appostati sotto l’abitazione in attesa di avere l’assoluta certezza che si trovassero nell’appartamento

Gli ultimi due ragazzi in fuga – dal giorno di Natale – dal carcere minorile Beccaria di Milano sono stati individuati e arrestati per evasione. Si trovavano insieme a casa di un conoscente, un pregiudicato per reati contro il patrimonio che è stato a lungo in carcere in Lombardia, e ora è stato denunciato per favoreggiamento personale. Gli agenti si sono appostati sotto l’abitazione, fino a quando i due ragazzi si sono affacciati da una finestra. Una volta avuta la certezza della loro presenza, in mattinata, è scattato il blitz: il minorenne e il maggiorenne non hanno opposto resistenza e non erano armati. Nei giorni scorsi si erano costituiti o erano sono stati rintracciati gli altri cinque dei sette ragazzi evasi approfittando del solo agente di turno nel giorno festivo. Il quinto è stato rintracciato ieri sera. Il 19enne si è presentato in Questura in via Fatebenefratelli, accompagnato da Pierfrancesco Majorino, candidato alle prossime elezioni regionali in Lombardia. L’eurodeputato del pd è stato contattato da una donna, che ha chiesto il suo aiuto per convincere il ragazzo a costituirsi. L’ex assessore ai Servizi sociali si è quindi attivato e, dopo aver contattato la Questura, ha personalmente accompagnato il ragazzo.


L’appello del sindacato di Polizia penitenziaria

A localizzare i detenuti, precisa il sindacato di polizia penitenziaria UilPa, è stato il Nucleo Investigativo Centrale della penitenziaria. Lo ha rimarcato il segretario generale del sindacato Gennarino De Fazio, aggiungendo all’annuncio la richiesta che ora «non cali il sipario dell’attenzione sui problemi delle carceri, che restano intatti». La richiesta della UilPa al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha precisato De Fazio, è quella di «soluzioni concrete»: riforme, organizzazione, organici, equipaggiamenti, strutture e infrastrutture». «Il Guardasigilli ci convochi, noi siamo pronti a fare la nostra parte con idee e proposte concrete fondate sulla conoscenza di chi opera da sempre nella prima linea delle trincee penitenziarie», ha detto De Fazio.


Foto: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

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