Il padre del bimbo picchiato a Ventimiglia contro il compagno della nonna: «Con che coraggio nega le sue responsabilità?»

Ieri il compagno della nonna aveva detto di non aver picchiato il bambino

«Sono rimasto scioccato dal racconto e dal modo in cui sostiene di essere innocente. Ma con che coraggio, essere spregevole?». A parlare è il padre di R., il bambino ritrovato in fin di vita dopo essere stato picchiato a Ventimiglia. Per la vicenda sono indagati il compagno e sua nonna. Gianni C. però ieri ha negato tutto durante un’intervista a “La vita in diretta”. «Dopo dieci ore di interrogatorio hai detto di aver infierito con calci, pugni e bastonate su mio figlio e in diretta tv l’hai negato», dice oggi il padre. E ancora: «Con che coraggio continuate a fare scarica barile senza essere abbastanza maturi da prendervi le vostre colpe , con che coraggio non riuscite ad ammettere al mondo intero che siete due mostri. Soprattutto dopo aver fratturato otto vertebre, rotto le costole che hanno perforato un polmone causando un’emorragia, fratturato la milza e causato una frattura scomposta al braccio con il quale mio figlio si è opposto, ha reagito, si è difeso con tutte le sue forze, mentre il tuo vero intento, era soltanto quello di farlo morire». Il padre del bambino nei giorni scorsi aveva detto di aver chiuso ogni rapporto con sua madre. Il bimbo, secondo l’ospedale, sta meglio.


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