Spotify annuncia il licenziamento di 600 dipendenti, il Ceo: «Decisione difficile, ma necessaria»

Per Daniel Ek «negli ultimi mesi l’azienda ha fatto uno sforzo notevole per contenere i costi, ma semplicemente non è bastato»

La nota piattaforma dello streaming musicale, Spotify, taglierà circa 600 posti di lavoro. «Per allineare maggiormente i nostri costi, abbiamo preso la difficile ma necessaria decisione di ridurre il nostro numero di dipendenti», ha fatto sapere il Ceo dell’azienda svedese, Daniel Ek, in una nota. Spotify, che fino ad oggi contava 9800 impiegati, non può più, secondo Ek, sostenere i costi finanziari e organizzativi che una struttura tanto ampia comporta: «Come ben sapete, – continua il Ceo – negli ultimi mesi abbiamo fatto uno sforzo notevole per contenere i costi, ma semplicemente non è bastato. Quindi, anche se è chiaro che questo percorso è quello giusto per Spotify, non lo rende affatto più facile, soprattutto se pensiamo ai numerosi contributi che questi colleghi hanno dato». L’azienda precisa inoltre che ai dipendenti licenziati verrà erogata un’indennità calcolata in base ai requisiti del periodo di preavviso e al ruolo del dipendente. Mentre, tutte le ferie maturate e non utilizzate – spiega Ek – saranno pagate a tutti i dipendenti licenziati. Non solo: tutti i lavoratori avranno diritto ai servizi di ricollocamento per 2 mesi e l’azienda continuerà a coprire l’assistenza sanitaria durante il periodo di licenziamento. Spotify è l’ultima di una lunga serie di big tech che, subendo ancora il peso della pandemia, ha deciso di ridimensionare i costi attraverso ingenti licenziamenti. 


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