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Francia, il bonus “rammendo” per salvare vestiti e scarpe: dai 6 ai 25 euro di rimborso per ogni riparazione

12 Luglio 2023 - 09:54 Ludovica Di Ridolfi
epa10402592 A woman sews the fabric to create the Phryges, the mascot of the Olympic Games Paris 2024 in the factory of the group Doudou et Compagnie in La Guerche de Bretagne, France, 11 January 2023 (issued 13 January 2023). The Doudou et Companie group, specializing in the manufacture of plush toys since 1999, has begun producing the phrygians, the mascots of the Paris 2024 Olympic Games in January 2023. The design of the mascot is inspired by the Phrygian, a cap used during the French revolution. The group is looking to increase the number of seamstresses, from 23 to 50, in order to face the challenges of craft manufacturing, which aims to make more than 500 plush toys per day in full production. The group is responsible for the production of 60 percent of the mascot collections, of which 20 percent will be produced in France, representing 400,000 mascots.  EPA/TERESA SUAREZ
Stanziati 154 milioni di euro per il periodo 2023-2028. L'obiettivo è ridurre consumi e rifiuti
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Aggiustare il vecchio anziché rimpiazzarlo con il nuovo. Per ridurre così sprechi e consumi non necessari. Questa è l’idea alla base di un nuovo bonus per vestiti e scarpe pensato in Francia, che arriverà in ottobre: lo ha annunciato oggi, 12 luglio, la segretaria di Stato per l’ecologia Berangere Couillard. La quale «invita tutti i laboratori di cucito e i calzolai ad aderire al sistema, a farsi etichettare» dall’eco-organizzazione Refashion che gestisce il fondo per lo Stato (154 milioni di euro per il periodo 2023-2028). Funzionerà così: i rimborsi oscilleranno dai 6 ai 25 euro (dalle più piccole sostituzioni, come quelle del tacco di una scarpa, a quelle più remunerative, come ad esempio le riparazioni delle fodere).

L’emorragia di rifiuti legati ai vestiti

L’obiettivo è tamponare l’emorragia di rifiuti legati ai vestiti: 700.000 tonnellate di abiti vengono buttati via dai francesi ogni anno, e due terzi di essi finiscono in discarica. Questo a fronte di un’iniezione di nuovi prodotti nel mercato che, nel 2022, ha potuto contare 3.3 miliardi nuovi capi di abbigliamento, scarpe e biancheria per la casa. Secondo Couillard, «l’obiettivo è sostenere coloro che effettuano le riparazioni»: marchi che offrono il servizio in questione, oltre a laboratori specializzati. E migliorare l’impatto di un settore, quello tessile, che è tra i più inquinanti al mondo. A riguardo, il governo francese ha attivato un ampio progetto di riforma, che va avanti dal 2022. Oltre al bonus sopracitato, punta a obbligare i marchi a una maggiore tracciabilità, e a sostenere finanziariamente le organizzazioni specializzate nel riutilizzo e nel riciclo degli indumenti.

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