La difesa di Toti dai domiciliari, verso l’interrogatorio fra due settimane: «Non ho commesso alcun reato»

Le parole del governatore affidate al legale Stefano Savi. Il faccia a faccia con i magistrati della procura di Genova previsto a partire dal 27 maggio

«Non ho commesso alcun reato. Ora penso ad arrivare all’interrogatorio preparato per dimostrare la correttezza del mio operato». Sono queste le prime parole con cui Giovanni Toti commenta l’inchiesta che lo vede indagato per corruzione. Il governatore della Liguria, che si trova ai domiciliari, ha affidato questa breve dichiarazione all’avvocato Stefano Savi, con cui è al lavoro per delineare la propria strategia difensiva in vista dell’interrogatorio davanti ai pm di Genova che dovrebbe svolgersi tra un paio di settimane. Toti al momento si trova nella sua casa di Ameglia, in provincia di La Spezia. «Sta reagendo positivamente. Studia le carte e lavora», fa sapere il suo legale. Il governatore ligure avrebbe preferito tempi più rapidi per il faccia a faccia con i magistrati, ma per il momento «aspetta».


L’interrogatorio di Aldo Spinelli

Oggi, giovedì 16 maggio, è stato il giorno dell’interrogatorio di garanzia di Aldo Spinelli, l’imprenditore 84enne finito ai domiciliari nell’inchiesta che ha coinvolto anche il governatore Toti e l’ex presidente dell’Autorità portuale, Paolo Emilio Signorini. Nel colloquio con i magistrati, Spinelli ha ammesso di aver dato soldi al comitato elettorale di Toti affinché si interessasse alla trentennale del Terminal Rinfuse, ma precisa di averlo fatto seguendo vie ufficiali. In ogni caso, ha aggiunto imprenditore, Toti «non ha fatto nulla», perché i politici «per prendere voti fanno tutto, questi qua parlano al vento».


In copertina: Giovanni Toti, accompagnato dalla Guardia di Finanza, mentre lascia la sua casa a Genova, 7 maggio 2024 (ANSA/Luca Zennaro)

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